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MINORI/ Assolto quindicenne arrestato per spaccio: il parere del giudice

Pubblicazione:martedì 19 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 19 luglio 2011, 16.09

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Dunque quanto suggerisce la Cassazione nei confronti die minori ha una su logica educativa?

In realtà non la penserei così. In un Paese come il nostro che ha così poca attenzione verso i suoi giovani, mi domando in questa sentenza dove sia la vera esigenza educativa che la sentenza stessa suggerisce. Qua siamo di fronte a un caso di rischio educativo.

Quale?

Quello di non dare il giusto disvalore alle condotte poste in essere. Detto in modo banale: lo spaccio è male, è una cosa che non va fatta. Se il giovane in questione non ne ha coscienza, non ne ha consapevolezza o se non lo si induce a una consapevolezza del reato commesso, chi può farlo? Se come percorso educativo non viene punito, ma assolto, che consapevolezza può trarre dalla gravità di un comportamento comunque grave, socialmente pericoloso, come è lo spaccio di droga?

Allora secondo lei quale è il percorso giusto?

C'è il rischio che simili pronunce sviliscano veramente la portata educativa della pena. Il carcere, la restrizione, la condanna hanno una valenza positiva, ovviamente se corredate di una serie di presupposti che possano consentire un percorso rieducativo, ma un percorso va fatto. Teniamo poi conto del caso in questione, anche se va letta tutta la documentazione in ogni particolare. Ragionando su fatti statistici, data la mole di casi analoghi che vedo tutti i giorni, si parla di un extra comunitario, probabilmente senza punti di riferimento esterni: che contesto, che rete ha che lo possano sostenere? Se nessuno glielo fa capire in modo esplicito, che consapevolezza potrà avere del gesto che ha fatto? Certamente andranno pensate le massime alternative e possibilità, una volta uscito dal carcere, di percorsi educativi e di riabilitazione, ma il carcere in realtà è il presupposto stesso da dove possa partire un percorso di educazione. L'alternativa alla pena non è l'alternativa alla rieducazione. In sintesi, una sentenza come questa sembra essere un messaggio di deresponsabilizzazione.



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