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G8 GENOVA/ 1. Agnoletto: fu una repressione con la complicità dello Stato

Pubblicazione:mercoledì 20 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 20 luglio 2011, 10.25

Scontri a Genova durante il G8 (Ansa) Scontri a Genova durante il G8 (Ansa)

No. I black bloc non sono un movimento con un vertice, dei capi. Sono gruppi spontanei che si organizzano sul momento tramite la Rete. In Italia erano assolutamente sconosciuti. Non è poi dovere di un movimento garantire l’ordine pubblico attraverso l’uso della forza. Le autorità devono garantire la possibilità, come prevede la Costituzione, di pacifiche manifestazioni di protesta garantendo nel medesimo tempo la sicurezza di tutti i cittadini.

E qual è il vostro giudizio sui black bloc?

Quello di dieci anni fa. I Black bloc hanno pratiche e obiettivi che sono in contrasto con il nostro movimento anti liberista e sono contrari sul piano etico e sociale ai nostri ideali. La lotta alle multinazionali non passa dalla distruzione di un bancomat, questo tipo di azione crea solo una immagine disastrosa di tutto il movimento e mette a rischio l’incolumità delle persone. Nel pomeriggio del 20 luglio, prima dell’uccisione di Carlo Giuliani, un gruppo di loro tentò di entrare nella sede del Forum e io stessi fui vittima di una aggressione il 21 luglio. C’è da chiedersi piuttosto come mai i black bloc poterono arrivare a Genova, compiere le loro distruzioni e poi allontanarsi senza che uno di loro venisse arrestato.

Le forze dell’ordine nei giorni precedenti agli scontri ne avevano fermato diversi, sequestrando armi e oggetti contundenti ma evitando gli arresti per tenere basso il livello di tensione ed evitare che arresti preventivi scatenassero proteste.

Una ricostruzione fantasiosa. Nel mio nuovo libro, L’eclisse della democrazia che ricostruisce proprio i fatti di Genova, parlo di un documento della questura di Genova di cui sono venuto a conoscenza solo recentemente che dice come le forze dell’ordine sapevano benissimo che in Italia sarebbero giunti elementi pericolosi da tutta Europa. Le forze dell’ordine erano informate sui black bloc. Noi riteniamo ci si a stata una strategia che ha usato i black bloc come scusa per gestire in modo duro una repressione decisa a priori.

Come giudica l’episodio della scuola Diaz?

L’episodio oggi è chiarissimo, ci sono le sentenze dei giudici, ci sono documenti precisi che presento nel mio libro, scritto insieme a Lorenzo Guadagnucci che fu una delle vittime del blitz alla scuola Diaz quel giorno. Importante è conoscere il ruolo di Ansoino Andreassi, vice capo della polizia vicario presente a Genova, messo da parte quel sabato mattina dal capo della polizia Gianni De Gennaro. Venne sostituito improvvisamente da La Barbera, che arrivò a Genova alle 4 del pomeriggio di sabato. Andreassi aveva fatto presente che ormai il grosso delle violenze era finito e bisognava attendere solo il deflusso dei manifestanti da Genova.

Invece?


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COMMENTI
20/07/2011 - Il documento dei servizi segreti (andrea ghidina)

Sarà, ma mi pare curioso che un documento dei servizi segreti venga trovato da due poliziotti nella spazzatura... Cosa cercavano? Documenti di tale portata vengono buttati integri nella spazzatura? E per quale motivo i vertici della polizia avrebbero avuto interesse ad ordinare l'attacco alla Diaz? Al di là di quello che possono dire le sentenze...