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G8 GENOVA/ 2. Il poliziotto: vi svelo il "patto" che ha dato via agli scontri

Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa) Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa)

C’era una forte preoccupazione tra di noi. Sapevamo che sarebbero venute moltissime persone e soprattutto sapevamo che Genova non era la città adatta a questo tipo di eventi. Permettere a così tante persone di venire a Genova fu una follia, e lo sapevamo, temevamo che qualcosa sarebbe potuto succedere. Per preparare le forze dell’ordine a fronteggiare un evento del genere, poi, ci sarebbero voluti anni, non poche settimane. Già nei giorni precedenti eravamo rimasti scioccati a vedere le code chilometriche di vetture che arrivavano in città.

 

Nelle ore immediatamente precedenti la manifestazione del 20, c’era stata qualche avvisaglia di quello che poi sarebbe successo?

 

Quello che a noi era stato chiesto di fare e che fu l’impegno primario delle forze dell’ordine fino a quando scoppiarono le violenze, era di allentare la tensione. Nei giorni precedenti avevamo fermato e perquisito diversi camioncini e macchine, trovandovi dentro bastoni, mazze di ferro, biglie di ferro. Nonostante questo facevamo dei semplici verbali di sequestro e lasciavamo libere le persone, proprio perché non si dicesse che la polizia effettuava degli arresti preventivi, cosa che avrebbe fatto salire l’antagonismo. E queste persone lasciate libere non se ne tornavano ovviamente a casa.

 

Come sono cominciate le prime violenze, cosa le scatenò?

 

Un semplice episodio. Sempre nell’ottica di allentare le tensioni, si era raggiunto un accordo non scritto con le tute bianche di Casarin di permettere ad alcuni di loro di oltrepassare la famigerata zona rossa, quella che nessuno poteva oltrepassare. Gli si sarebbe aperto un varco per farli entrare qualche centinaio di metri in modo dimostrativo, per dire che avevano superato la zona rossa. Purtroppo la cosa sfuggì subito di mano, ne entrarono molti di più, c’erano reparti di forze dell’ordine non di Genova che erano all’oscuro di questo accordo e cominciarono gli scontri.

 

In situazione come queste, quando le forze dell’ordine lanciano una carica sui manifestanti?

 

A decidere una carica è il solo capo reparto, dopo essersi confrontato con un dirigente di servizio. Le cariche vengono lanciate in situazioni estremamente gravi, perché mai vengono effettuate in modo da mettere in pericolo normali cittadini che si trovino sul posto. Allo stadio ad esempio le forze dell’ordine non faranno mai una carica indiscriminata in mezzo a una curva dove ci sono degli ultras violenti in mezzo al pubblico normale. La situazione a Genova però sfociò in clima di violenza e aggressione, tanto che fu inevitabile arrivare alle cariche.

 

Si parla tutt’ora di un uso esagerato e indiscriminato della violenza da parte delle forze dell’ordine.


COMMENTI
20/07/2011 - Ragione (Paolo Laoreti)

Contra factum non datur argumentum: il tono del precedente commento è preoccupante e dice di una posizione in cui ci si considera latori unici della giustizia, mentre il male è sempre visto incarnato nell'avversario di turno che non è mai da rispettare ma solo nemico da disprezzare e possibilmente eliminare. La vera lotta è nel combattere la possibilità di male che è in ciascuno di noi, in primis in chi scrive. Un po' di realismo non guasterebbe (almeno ogni tanto)

 
20/07/2011 - oh (enrico chiesa)

ma che bravo e buono questo sbirro, anzi come sono tutti bravi e buoni dividevano l'acqua con i fermati.... si certo come no le immagini della loro bontà non sono manipolate, raccontano semplicemente quello che è successo, e non ho visto nessun poliziotta dare dell'acqua ad una persona fermata, ho visto solo degli sbirri esaltati picchiare gente inerme così come in val di susa ho visto sbirri lanciare pietre dal cavalcavia sulle persone che stavano sotto questo poliziotto avrebbe voluto vedere i manifestanti bloccare i "black block", be io avrei voluto vedere i poliziotti fermare i loro colleghi macellai, questo non è successo, semplicemente perchè erano tutti daccordo e pure negli anni dei processi hanno avuto lo stesso compartamento indegno, mafioso e omertoso, con bugie, depistaggi, scaricabarile