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G8 GENOVA/ 2. Il poliziotto: vi svelo il "patto" che ha dato via agli scontri

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Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa)  Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa)

Bisogna capire il contesto e mettersi anche nei panni delle forze dell’ordine. Purtroppo tantissimi filmati di quel giorno che da dieci anni vengono passati in tv mostrano immagini manipolate, cioè solo parziali di quello che avveniva veramente. Bisogna poi provare a capire cosa vivevamo anche noi. Eravamo schierati dalle quattro e mezza del mattino, indossavamo tute ignifughe pesantissime che sviluppano una temperatura interna di circa 40 gradi, in una giornata che era già torrida. Non ci avevano fornito alcuna scorta di acqua, ce la dovevamo comprare noi. Eravamo stati bersaglio per ore di lancio di oggetti contundenti senza che nessuno potesse reagire. Quando sono partite le cariche, poi, inevitabilmente qualche poliziotto, ripeto qualcuno su migliaia, ha perso la testa e ha anche esagerato con la violenza, cosa da condannare sempre. Ma nessuno vuole ricordare che siamo uomini anche noi, messi alla prova in un contesto durissimo. È inevitabile che succedano certi episodi. Forse dovrebbero pensarci quelli che mandano i ragazzi in piazza.

 

Dunque episodi isolati?

 

Personalmente ho passato parecchie ore nel luogo dove venivano radunati i fermati. Posso testimoniare che dividevamo con loro le nostre scorte d’acqua, acqua che ripeto avevamo comprato con i nostri soldi. Parlavamo con loro, cercavamo di capire, di capirci. Ricordo ancora oggi un episodio che mi lasciò sbalordito. C’era questo ragazzo, uno studente che veniva da Pisa con uno zaino pieno di pietre anche grosse. Su ogni pietra c’era scritto “Francesca”. Gli chiesi cosa significava. Mi rispose che Francesca era il nome della sua ragazza che non era potuta venire a Genova, perciò in quel modo poteva dirle che tirava le pietre anche per lei. Ecco, in tutti questi anni ho sempre sentito descrivere la polizia di Genova come dei fascisti violenti assetati di sangue. Vorrei che sapessero che da parte nostra non c’era nessuna rabbia contro i manifestanti.

 

E l’episodio della caserma Diaz, come ve lo siete spiegato?

 

Un episodio che ha sconvolto la coscienza di tutti i poliziotti di Genova. Per giorni erano stati lasciati liberi manifestanti trovati con spranghe e armi, avevamo visto di nascosto che nello stadio Carlini in mano a loro si raccoglieva ogni tipo di arma contundente e non avevamo mai fatto nulla. Poi, a manifestazioni finite, nell’ultimo giorno, questa irruzione inspiegabile. Nessuno, neanche il più stupido fra noi avrebbe mai fatto una cosa del genere, così completamente senza senso. Mandarono dentro il reparto mobile, composto da ragazzini di 19, 20 anni. I manifestanti staccarono le luci pensando che così si sarebbero potuti nascondere, invece scoppiò il panico, il disastro assoluto.

 

Perché quell’irruzione, allora?


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COMMENTI
20/07/2011 - Ragione (Paolo Laoreti)

Contra factum non datur argumentum: il tono del precedente commento è preoccupante e dice di una posizione in cui ci si considera latori unici della giustizia, mentre il male è sempre visto incarnato nell'avversario di turno che non è mai da rispettare ma solo nemico da disprezzare e possibilmente eliminare. La vera lotta è nel combattere la possibilità di male che è in ciascuno di noi, in primis in chi scrive. Un po' di realismo non guasterebbe (almeno ogni tanto)

 
20/07/2011 - oh (enrico chiesa)

ma che bravo e buono questo sbirro, anzi come sono tutti bravi e buoni dividevano l'acqua con i fermati.... si certo come no le immagini della loro bontà non sono manipolate, raccontano semplicemente quello che è successo, e non ho visto nessun poliziotta dare dell'acqua ad una persona fermata, ho visto solo degli sbirri esaltati picchiare gente inerme così come in val di susa ho visto sbirri lanciare pietre dal cavalcavia sulle persone che stavano sotto questo poliziotto avrebbe voluto vedere i manifestanti bloccare i "black block", be io avrei voluto vedere i poliziotti fermare i loro colleghi macellai, questo non è successo, semplicemente perchè erano tutti daccordo e pure negli anni dei processi hanno avuto lo stesso compartamento indegno, mafioso e omertoso, con bugie, depistaggi, scaricabarile