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Cronaca

G8 GENOVA/ 2. Il poliziotto: vi svelo il "patto" che ha dato via agli scontri

Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa)Una foto scattata durante gli scontri di Genova del 2001 (Foto Ansa)

Non si è mai capito chi avesse dato l’ordine. Allora, tanto sembrava assurdo, pensammo anche a ipotesi da fantapolitica, che qualche membro cioè dei servizi segreti avesse organizzato tutto per far cadere il governo allora in carica.

 

È vero che i poliziotti che sono finiti sotto processo e in alcuni casi condannati si sono dovuti pagare tutte le spese legali?

 

Certamente. Lo Stato non paga la difesa dei suoi poliziotti. Solo se in ultimo grado c’è l’assoluzione, allora può essere che versi un contributo sulle spese. Conosco una collega finita sotto processo che di spese legali ha pagato più di 60mila euro, obbligata a vendersi la casa per farvi fronte.

 

Alcuni hanno ricevuto condanne anche pesanti.

 

Conosco un collega condannato a due anni e quattro mesi. Ma anche in questi casi, non si conosce davvero come andarono le cose. Furono semplicemente scelti dei capri espiatori. Quel collega si trovava semplicemente nel turno sospettato di aver commesso alcune violenze, lui non ne aveva fatta nessuna. Ma è stato condannato, così a caso. Adesso provano a ricorrere in Cassazione, ma con quello che costa in spese legali, io sarei costretto a rinunciare.

 

Come è possibile continuare a fare questo lavoro, dopo quello che avete vissuto? Dove trovate la forza per superare quei ricordi dolorosi?

 

Le gratificazioni le cerchiamo giorno per giorno. Qualche giorno, so che può sembrare una scemata, un buonismo da quattro soldi, eravamo di passaggio in una zona di Genova. C’era una signora in lacrime che non trovava più la figlia. Ecco: essere lì in queste situazioni, dare una mano aiutando altri colleghi e poi trovare la bimba sono quelle cose che ti fanno sentire quanto è importante questo lavoro, un lavoro che è servizio al cittadino. Noi vorremmo essere con questo spirito anche dentro una manifestazione, se le manifestazioni non finissero in violenza.

 

Dopo i recenti episodi in Val di Susa, tutte le forze politiche hanno decisamente preso le distanze dai black bloc, forse qualcosa è cambiato anche in certi ambienti.

 

Lo spero. C’è un fatto però: quando in Corso Sardegna, quel giorno di dieci anni fa, i black bloc cominciarono a spaccare le vetrine delle banche e dei negozi, erano pochissimi, una decina di violenti in mezzo a migliaia di manifestanti. Nessuno di quei manifestanti fece qualcosa per isolarli, per cercare di consegnarli alle forze dell’ordine. Avrei voluto vedere dei gesti così.

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COMMENTI
20/07/2011 - Ragione (Paolo Laoreti)

Contra factum non datur argumentum: il tono del precedente commento è preoccupante e dice di una posizione in cui ci si considera latori unici della giustizia, mentre il male è sempre visto incarnato nell'avversario di turno che non è mai da rispettare ma solo nemico da disprezzare e possibilmente eliminare. La vera lotta è nel combattere la possibilità di male che è in ciascuno di noi, in primis in chi scrive. Un po' di realismo non guasterebbe (almeno ogni tanto)

 
20/07/2011 - oh (enrico chiesa)

ma che bravo e buono questo sbirro, anzi come sono tutti bravi e buoni dividevano l'acqua con i fermati.... si certo come no le immagini della loro bontà non sono manipolate, raccontano semplicemente quello che è successo, e non ho visto nessun poliziotta dare dell'acqua ad una persona fermata, ho visto solo degli sbirri esaltati picchiare gente inerme così come in val di susa ho visto sbirri lanciare pietre dal cavalcavia sulle persone che stavano sotto questo poliziotto avrebbe voluto vedere i manifestanti bloccare i "black block", be io avrei voluto vedere i poliziotti fermare i loro colleghi macellai, questo non è successo, semplicemente perchè erano tutti daccordo e pure negli anni dei processi hanno avuto lo stesso compartamento indegno, mafioso e omertoso, con bugie, depistaggi, scaricabarile