BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEMELLE SIAMESI/ Il chirurgo: ecco come scegliere chi far sopravvivere

Pubblicazione:giovedì 21 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 21 luglio 2011, 8.46

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Si porrebbe poi nuovamente il problema di una scelta, giusto?

Esattamente, il chirurgo chiamato a tale scelta deve chiedersi: a quale delle due lascio gli organi e a quale faccio il trapianto? Quindi ecco che il problema si pone esattamente come all'inizio. Se clinicamente è possibile operarli lasciando gli organi in un soggetto, il soggetto primo ha la possibilità di vivere del 70% circa, mentre il secondo del 30: a quale dei due decido di farlo? Non tocchiamo poi il problema dei costi, che sono altissimi, incredibilmente alti, per questo tipo di operazione.

Quindi?

C'è in realtà un tipo di possibilità che può favorire una scelta. Non conosco i dettagli del caso in questione, ma se madre natura ha fatto sì che gli organi, il cuore e il fegato, appartengano fisicamente maggiormente a uno dei gemelli piuttosto che all'altro, ecco che proprio madre natura facilita la scelta. Faccio un esempio che può sembrare solo apparentemente fuori luogo. Io lavoro spesso in Africa e sono venuto al corrente di questa usanza, che si pratica in particolare nel Ciad. Quando una madre ha una coppia di gemelli, e intendo normali gemelli, non siamesi, sapendo che non ha il latte necessario per nutrirli entrambi, li tiene - diciamo così - sotto osservazione per circa tre settimane. In questo periodo capisce quale dei due fisicamente è più robusto, quindi prende quello meno dotato, lo porta nei boschi e lo abbandona. La donna sa che deve scegliere: non potrà nutrire e salvare entrambi i gemelli, deve fare una scelta. Il gemello sopravvissuto, per tutto il resto della sua vita, porterà in una mano un bastoncino di legno, a ricordo di quella parte di sé che gli ha garantito la sopravvivenza. Ecco che senza alcun comitato etico, la madre ha compiuto una scelta basata sulla coscienza di una realtà di sopravvivenza.

Un chirurgo può decidere di operare ugualmente, contro il parere del Comitato etico?

Si esporrebbe ad un rischio gravissimo. Se l'operazione dovesse andare bene, riceverebbe i complimenti di qualcuno e sarebbe ignorato dalla maggioranza. Se l'operazione invece dovesse andare male, subirebbe conseguenze gravissime, per farla breve sarebbe spellato vivo. Personalmente sono consulente in sette tribunali ospedalieri e oggi i chirurghi vengono incolpati per le cose più banali. Se fossi un chirurgo che vuol operare comunque, anche contro il parere del comitato etico, piuttosto andrei in Inghilterra, dove per i casi di gemelli siamesi hanno un'esperienza maggiore della nostra.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.