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IL CASO/ Perché per lo Stato un animale vale più di un figlio?

Pubblicazione:lunedì 25 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 luglio 2011, 11.07

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Se non verrà approvata la riforma fiscale e assistenziale, la finanziaria, approvata dieci giorni fa dal Parlamento, dispone tagli a deduzioni e agevolazioni fiscali. Chi ha scritto la manovra avrebbe forse dovuto prendere bene in considerazione questi “bonus”, visto che valgono 160 miliardi di euro; invece si è optato per un loro taglio lineare percentuale. La “sborficiata” scatterà dal 2013 e il rischio, nel caso che non venga varata la riforma fiscale e assistenziale, è di vedere ridotte tutte le 483 agevolazioni in vigore, comprese quelle sulla famiglia.

Diminuiranno quindi anche quelle sui figli a carico, sulle spese sanitarie e di istruzione, sui redditi da lavoro dipendente, sugli asili nido e a favore degli studenti universitari. Scenderanno anche i bonus per le ristrutturazioni edilizie, il Terzo settore, le Onlus, l’Iva, le accise e i crediti d’imposta. L’obiettivo è quello di recuperare 4 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi di euro nel 2014. Ma, dato che le voci di agevolazione fiscale previste attualmente dall’ordinamento valgono 160 miliardi, un loro taglio del 20% comporterebbe risparmi per 32 miliardi.

In questa “minaccia” io vedo però una grande opportunità. Non tutte le agevolazioni, infatti, sono uguali, anche in meri termini finanziari. Dobbiamo quindi chiederci, data la situazione attuale di scarse risorse, dove vogliamo investirle. Per questo è molto importante che i tagli non siano più lineari, in modo che alcune categorie di agevolazioni possano restare invariate o addirittura essere aumentate, sempre che si rinunci ad altre. È chiaro, però, che un’operazione del genere richiede delle scelte, quelle che dentro la manovra non ci sono.

Come nel gioco della torre, dove si decide chi salvare e chi buttare di sotto, voglio fare qualche esempio di scelta e quindi di proposta. Preferisco le agevolazioni fiscali per chi ha figli piuttosto che per chi ha animali. In particolare, scelgo di aiutare chi manda i figli a scuola, per farli crescere, scegliendo in base alla libertà di educazione, e non chi porta il proprio animale domestico dal veterinario. So che, come ogni scelta, questa produrrà animosi dibattiti che in Italia non siamo abituati ad avere, perché nessuno sembra capace di assumersi la responsabilità di scelte difficili, ma in questo momento, secondo me, non c’è altra strada che questa.


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COMMENTI
26/07/2011 - anch'io sottoscrivo (andrea ghidina)

Trovo incredibile che la scelta di mandare un figlio in una scuola pubblica non statale (che fa risparmiare allo Stato) non abbia alcuna agevolazione fiscale e le spese veterinarie sì. Anche se credo che le cifre riportate dall'articolista non siano corrette. L'importo eccedente i 129 euro è quello su cui va calcolata la detrazione (credo il 19%), non quello detraibile. Altrimenti avremmo l'assurdo che le spese veterinarie hanno un trattamento migliore di quelle mediche... Occorrerebbe il coraggio di dare ai genitori tante tessere elettorali quanti sono i figli minori. Allora forse le politiche per la famiglia sarebbero più interessanti per i politici.

 
25/07/2011 - valore degli esseri umani (badesso luciano)

sottoscrivo pienamente l'articolo

 
25/07/2011 - Privilegi inaccettabili (Davide Rosati)

Condivido pienamente il giudizio di Toccafondi e aggiungo, come si possono giustificare le centinaia di migliaia di Euro che prendono i parlamentari e tutti i loro privilegi, se poi per recuperare i costi fanno manovre con tagli lineari percentuali? Un qualunque ragioniere neodiplomato è in grado di scrivere quelle due righe della manovra finanziaria, in cui si tagliano il 20% di agevolazioni spesso imposte dalla Corte Costituzionale o dalla Comunità Europea, oppure sono state introdotte per evitare doppie imposizioni. E' assolutamente ingiustificabile sapere che paghiamo ai nostri parlamentari il costo più alto d'Europa (centinaia di migliaia di Euro annui) e loro fanno operazioni che può fare qualunque neodiplomato, che spesso non arriva neppure a 10.000 € all'anno se trova lavoro. Con uno slogan potremmo dire, che bisogna tornare a fare Politica seriamente, ma Politica con la P maiuscola di Popolare, non con la p minuscola di percentuale.

 
25/07/2011 - il gatto da castrare (alberto servi)

sono anch'io d'accordo ma le detrazioni per i figli cancellate sono altre tasse che TREMONTI ci fa pagare. peggio di VISCO. La progressevità viene meno.Un pensiero ai cittadini anziani indigenti e a quanti vivono al limite della sopravvivenza che non si possono permettere di trascurare i loro compagni di vita a quattro zampe.

 
25/07/2011 - La Brambilla è d' accordo ? (GIOVANNI PIERONI)

Sono pienamente d' accordo con Toccafondi. Mi chiedo quanto la sua posizione sia condivisa nel PDL