BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Due proposte “low cost” per aiutare famiglie e lavoro

L'immagine di un asilo L'immagine di un asilo

In questo modo non si agevolerebbero direttamente le imprese, ma le famiglie, le quali a parità di retribuzione lorda attuale, vedrebbero parte dei costi che attualmente sostengono non più sottratti alla propria retribuzione netta, ma dedotti dal proprio ammontare lordo, con un evidente incremento del reddito disponibile.

Provo a fare un esempio, per rendere il concetto più chiaro, usando cifre tagliate con l’accetta solo per semplificarne la comprensione. Franco, dipendente di una piccola impresa, percepisce 3000 euro lordi, 1500 netti mensili, composti da 1400 euro di retribuzione minima sindacale e 100 di premio di produzione monetizzato. Per mandare il proprio Luca al nido deve pagare 400 euro al mese di retta, che toglierà alla propria retribuzione netta e li verserà alla cooperativa sociale o al Comune che gli erogano il servizio. Di quei 400 euro ipotizziamo che 100 derivano dal proprio premio di produzione che inizialmente era di 200 euro lordi e una volta monetizzato diventa di 100.

Se invece fosse l’azienda a offrirgli il servizio di asilo nido interaziendale sempre a 400 euro mensili, l’azienda potrebbe riconoscergli 200 euro di premio di produzione sottoforma di benefit non tassato e quindi Franco dovrebbe integrare con soli 200 euro della propria retribuzione netta per coprire i costi del nido. In questa seconda ipotesi, Franco usando solo 200 euro della propria retribuzione netta si è visto incrementare il proprio reddito disponibile di 100 euro al mese.

Una seconda proposta, sempre su questo tema, è la diffusione delle buone prassi sopracitate tra le piccole e medie imprese attraverso la creazione di “reti territoriali di welfare aziendale e interaziendale”.

Le ragioni per cui piccole e medie imprese non avviano iniziative di welfare aziendale sono essenzialmente di due tipologie: una di carattere strutturale legata alle ridotte dimensioni e la seconda connessa agli elevati costi fissi che sono richiesti per introdurre in azienda queste iniziative. Favorendo forme di aggregazione a livello di reti territoriali si possono superare entrambi i problemi e rendere questi servizi disponibili per tutti.

Si tratta quindi di individuare forme di aggregazioni coerenti alle caratteristiche del territorio per consentire alle imprese di realizzare insieme ad altre questi servizi a vantaggio dei propri dipendenti. Tali benefici possono essere sia di natura relazionale, aumentando il tempo disponibile per la vita familiare e rinsaldando il legame tra dipendente e impresa, sia di natura economica in quanto si determina un incremento del reddito disponibile per i collaboratori e a sua volta si determina un incremento di produttività e di efficienza del collaboratore grazie al miglior clima aziendale e al supporto fornito.