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IL CASO/ Due proposte “low cost” per aiutare famiglie e lavoro

Pubblicazione:giovedì 28 luglio 2011

L'immagine di un asilo L'immagine di un asilo

A conferma della fattibilità di queste iniziative, riporto due esempi in atto. La Regione Lombardia ha già accolto questa nostra idea progettuale inserendola tra le attività finanziate a livello provinciale in materia di conciliazione famiglia-lavoro. In questo modo, l’ente locale ha davvero messo in pratica il principio della sussidiarietà, creando le condizioni perché la società civile si possa organizzare e dare le risposte migliori.

A Rimini, come Sindacato delle famiglie, stiamo realizzando insieme ad altre realtà della cooperazione sociale il Progetto WelFamily che mira a creare le condizioni perché diverse imprese del territorio possano avviare questo genere di iniziative, andando a coprire quei bisogni a cui gli enti pubblici non riescono a dare risposte.

In questo genere di progetti, c’è anche spazio per gli enti locali, i quali volendo potrebbero partecipare attivamente con un contributo mensile per la copertura del servizio, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. In una fase economica in cui il peso dei sacrifici è scaricato principalmente sulle famiglie, queste iniziative potrebbero rappresentare un segnale positivo verso questo mondo, le cui richieste sono disattese da troppo tempo e a cui si è aggiunta la delusione causata dalle vane e illusorie promesse fatte finora.

A seguito di una manovra che chiede sacrifici quasi esclusivamente alle famiglie, una scelta di questo genere porterebbe un po’ di benefici e di segnali positivi. Quindi se non si vuole rischiare di creare una frattura insanabile tra politica e famiglie, sarebbe opportuno che l’attuale Governo “battesse un colpo”.



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