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VAL DI SUSA/ Video, Maroni: i no Tav come i terroristi. Tentato omicidio

Il ministro dell’Interno Roberto non  ha mezzi termini per condannare gli episodi di violenza scoppiati ieri in Val di Susa tra i No tav e i poliziotti, ipotizzando il reato di omicidio.

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il ministro dell’Interno Roberto non  ha mezzi termini per condannare gli episodi di violenza scoppiati ieri in Val di Susa tra i No tav e i poliziotti. Centinai di manifestanti si sono asserragliati nei boschi, equipaggiati con caschi, pietre, bombe di ammoniaca e, alcuni, maschere anti gas, dopo aver violato in un punto la recinzione del cantiere per la costruzione della Torino Lione. «Sono d’accordo con chi, oggi sui giornali, nei commenti  - ha detto Maroni - ipotizza da parte di questi delinquenti il reato di tentato omicidio. Perché lanciare delle bottiglie incendiarie con dentro l’ammoniaca significa attentare alla vita dei poliziotti. Ieri è successo questo». Il titolare del Viminale ha auspicato che la magistratura faccia chiarezza sull’accaduto, sottolineando come i no Tav abbiano attentato alla vita di poliziotti e carabinieri che non stavano facendo altro che il proprio lavoro, difendendo la legalità e la democrazia. Poi ha ringraziato le forze dell’ordine che hanno contrastato le rappresaglie, precisando che le violenze non erano solamente di stampo eversivi, come ha riconosciuto Napolitano, «ma anche di stampo terroristico, che non ha giustificazione e che tendiamo a contrastare con ogni mezzo possibile». Intanto, i feriti contati sarebbero circa 400: 223 tra i manifestanti e 188 tra le forze dell'ordine. 

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