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Cronaca

ITINERARIO/ La festa dell'Antica Corte Pallavicina, degna di un vero incontro

Festa all'Antica Corte PallavicinaFesta all'Antica Corte Pallavicina

Calata la sera, la corte era addobbata di frutti, dolci, gelati e balle di fieno. Sull'aia si ballava sulle note dei Taylor, il complesso dei nostri anni che s'è rimesso insieme (anche il ballo ed il canto sono inconsce espressioni di gratitudine, che abbiamo dimenticato).
A mezzanotte ci siamo salutati: chi è partito, chi s'è fermato a dormire alla Corte, a Zibello o a Busseto, per ritrovarci il giorno dopo al Cavallino Bianco, la trattoria della famiglia Spigaroli. Ora, posso dire che è stata una festa, ma l'ingrediente principale era uno solo: la bellezza, perseguita fin nei particolari: del pane, del vino, del luogo e della sua storia, perché di una bellezza incontrata c'era da ringraziare, ritrovandosi. L'Antica Corte Pallavicina è stata come l'abbraccio del mondo contadino, che è generoso, tanto da superare quella concezione borghese del consumo, che non ricorda e non lascia tracce nella memoria. Chi c'era tutto questo lo ha percepito: una festa che ha festeggiato prima di tutto... Colui che è tra noi. Per questo ogni particolare cercato deve rimandare in qualche maniera all'espressione del vero.

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