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RICETTE/ Il segreto dell’insalata di pasta? E’ nel formaggio…

Pubblicazione:mercoledì 6 luglio 2011

L'insalata di pasta della Trattoria Postiglione di Credera Rubbiano (Cr) L'insalata di pasta della Trattoria Postiglione di Credera Rubbiano (Cr)

Ormai non se ne può più: l'insalata di riso è stata banalizzata oltre ogni misura e pare che questo sia l'anno del grande rifiuto. Può esserci infatti un'insalata di riso – di quelle servite nei bar a mezzogiorno – che non ha un solo ingrediente di qualità. E il costo vivo a porzione è ben sotto ai 50 centesimi: ma a quanto ve lo vendono quel piatto? Si crea così un divario preoccupante fra i piatti del mezzodì che mai e poi mai troverete in un ristorante e i piatti “professionali”. Ma chissà come la può interpretare un grande chef, l'insalata di riso del paragone. Sarei curioso e mi appello agli chef “radiosi” e “coronati” della mia GuidaCriticaGolosa (più che mia, quella lombarda, è di Marco Gatti) per sapere se accettano questa sfida.

Detto questo, in segno di formale protesta, voglio suggerire un'insalata di pasta. Ieri l'altro – lo  avete letto – ne ho assaggiata una strepitosa alla Trattoria Postiglione di Credera Rubbiano (Cr) e mi sono fatto dare la ricetta, che ha un ingrediente speciale: il formaggio.

Per procedere si prepara un trito di Salva Cremasco (ottimo quello degli eredi Carioni di Trescore Cremasco) di media stagionatura a cui si aggiungono i pomodori lombardi detti lettighe, tagliati finemente, a cui ancora va aggiunto un secondo trito di pomodoro fresco, pepe nero in grani, basilico, olio extravergine di oliva.

 

 


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COMMENTI
06/07/2011 - "le tighe" in cremasco "sberle o botte" (donatella corti)

Bacchettata a Massobrio: i peperoncini verdi cremaschi non si chiamano "lettighe" (giacigli in italiano), ma "tighe" che con l'aggiunta dell'articolo diventano "le tighe". Possono avere anche il doppio significato in cremasco: "na man da tighe", "una porzione di sberle". Appunto. Benvenuto nel Cremasco!