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DAT/ Toccafondi (Pdl): una legge per non dare ai giudici l'ultima parola sulla vita

Pubblicazione:giovedì 7 luglio 2011

Alla Camera si torna a votare sulle DAT (imagoeconomica) Alla Camera si torna a votare sulle DAT (imagoeconomica)


Il precedente che si è creato è ancora più pericoloso: le proprie volontà possono essere ricostruite o desunte addirittura dagli stili di vita. Non a caso chi parla esplicitamente di eutanasia sta chiedendo a gran voce di non approvare questa legge, perché è più comodo percorrere la strada già aperta dalla sentenza. È dovere del Parlamento affrontare quello che si è manifestato come un possibile arbitrio dell'interpretazione della volontà soggettiva, stabilendo delle regole.

Camera e Senato provarono a impugnare la sentenza dei tribunali di fronte alla Corte costituzionale, dicendo: le leggi in Italia le fa il Parlamento, non la sentenza del tribunale. La Corte costituzionale però, nell'ottobre 2008, dichiarò inammissibili i ricorsi. Allora, a chi dice che non serve una legge rispondo da parlamentare fiero di esserlo: no, questi dati ci dicono che una legge serve assolutamente e in fretta. Siamo arrivati al punto che qualcuno può decidere per te se la vita che stai attualmente vivendo è o non è dignitosa e se può continuare a essere vissuta.

A margine, mi si permetta di annotare un dato politico. Anche se si sta ancora votando, Pdl, Lega e Udc, con pochi casi di dissenso, votano la legge respingendo i 2.000 emendamenti presentati. Il Pd è invece unito nel voto contrario, anche se diviso tra i cattolici che dicono che questa legge aprirebbe le porte all'eutanasia e i radicali che non vogliono questa legge perché chiedono di aprire a forme di autodeterminazione e a forme eutanasiche.

Con questa proposta di legge il Pdl e la maggioranza vogliono tutt'altro. Vogliono che non si lasci discrezionalità alle sentenze, ai giudici, all'interpretazione degli stili di vita e vogliono dare un colpo all'anarchia e certezza alla legge e alla vita.



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COMMENTI
07/07/2011 - UNA LEGGE PERFETTA ... (GIANLUIGI PARENTI)

SONO D'ACCORDO CON GLI ALTRI INTERVENTI. STIANO MOLTO ATTENTI I POLITICI CATTOLICI:TANTA GENTE NON SI SENTE RAPPRESENTATA DA LORO SUI VALORI NON NEGOZIABILI ( EPPOI NON SI LAMENTINO DEI VOTI MANCANTI!) IL PROBLEMA E' VALUTARE I PROBLEMI E LE EVENTUALI SOLUZIONI PARTENDO DA UNA VERITA' ESSENZIALE: SOLO GESU' SALVA IL MONDO E NON LE LEGGI PERFETTE. ANZI 2000 ANNI FA SONO STATI PROPRIO I PIU' RELIGIOSI,ALLEATI AGLI UOMINI DI LEGGE AD APPLICARE UNA LEGGE PERFETTA... E LA VERITA' E' STATA CROCIFISSA!

 
07/07/2011 - toccafondi (maria gonano)

Condivido il commento di Benedetta Frigerio, non mi sento rappresentata da chi, dichiarandosi cattolico,introduce di fatto l'eutanasia in Italia. Attraverso uno "spiffero".

 
07/07/2011 - La storia dice altro (benedetta frigerio)

Mi permetto solo di ricordare che lo stesso ragionamento si fece per la legge 194 sull'aborto: "Visto che quello clandestino è ormai tacitamente permesso tramite sentenze, facciamo una legge che lo argini". Ragionarono così anche alcuni cattolici. Bene oggi siamo a sei milioni di aborti. Introdurre nella legislazione principi come l'autodeterminazione, allora della donna e oggi dell'ammalato, non può che portare a esiti nefasti. La storia non ci insegna nulla? Forse sarebbe opportuno iniziare a opporsi a che la politica decida sui valori non negoziabili. Non accettando relativizzazioni in merito e cercando di spiegare le ragioni della vita. E'l'unica battaglia vincente.

 
07/07/2011 - Occhio alle trappole dei radicali & co. (GIOVANNI PIERONI)

Il testo approvato dal Senato già rappresentava un soddisfacente livello di garanzia del favor vitae. Non si indugi ulteriormente con limature non indispensabili come quelle apportate alla Camera per i primi due articoli e si eviti la terza lettura al Senato, come sostiene Carlo Casini, senza lasciar tempo al "nemico" per riorganizzarsi