BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MORTO ROMEO SALMONI’/ L’ebreo sopravvissuto ad Auschwitz che ispirò Benigni

Pubblicazione:sabato 9 luglio 2011

Romeo Salmonì - Foto Ansa Romeo Salmonì - Foto Ansa

E’ MORTO ROMEO SALMONI’ - E' morto Romeo Salmonì, ebreo romano tra gli ultimi sopravvissuti alle deportazioni nazifasciste. Nato a Roma il 22 gennaio del 1920, dopo essere riuscito a scampare alla razzia dei soldati tedeschi nel ghetto di Roma del 16 ottobre del ’43, fu catturato dalla polizia fascista nell'aprile del 1944 e portato prima in Via Tasso (lì si trovava l’omonimo carcere in cui i prigionieri vivevano in condizioni disumane, spesso sottoposti a tortura) e in seguito a Regina Coeli. Da lì, come aveva raccontato in un suo recente libro “Così ho sconfitto Hitler”, fu portato prima a Fossoli e poi ad Auschwitz. Riuscì a sopravvivere. Tornato nella Capitale si ricongiunse con i genitori. I fratelli Angelo e Davide, invece, furono uccisi dai nazisti. La sua storia ha ispirato “La Vita è bella” di Roberto Benigni. Numerosi esponenti del mondo politico hanno voluto manifestare il proprio cordoglio. A partire dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che lo ha definito un esempio per i giovani della città, in grado di ricostruirsi dal nulla una vita. «Ricordo – ha detto il primo cittadino della Capitale - la felicità dei suoi occhi durante i festeggiamenti delle nozze di diamante con Mirella, che con amore gli è stata sempre vicino, e i sorrisi dei suoi familiari ai quali ha trasmesso, nonostante l'incubo dei campi di sterminio nazisti, l'amore per la vita e per la famiglia». Manifestando la propria vicinanza alla famiglia, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sottolineato come soltanto la memoria possa «rappresentare un efficace e potente antidoto capace di impedire il ritorno dei mostri del passato». 


  PAG. SUCC. >