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PUBBLICITA'/ L'esperto: così la foto di Amy Winehouse sulla dose fa vendere di più

Dal cavallino della Ferrari fino alle foto di Amy Winehouse o di Osama Bin Laden. Gli spacciatori non sanno più cosa inventarsi per pubblicizzare la droga. iIl commento di ALBERTO CONTRI

Una pasticca di ecstasy (Foto Ansa) Una pasticca di ecstasy (Foto Ansa)

Dal cavallino rampante della Ferrari alla falce e il martello, fino alle foto di Amy Winehouse o di Osama Bin Laden. Non sanno più cosa inventarsi gli spacciatori di tutto il mondo per pubblicizzare e vendere qualche dose in più di cocaina, eroina o ecstasy, eppure sembra che queste strategie di marketing abbiano una altissima capacità di attirare i consumatori. L’ultima trovata è la foto della cantante inglese scomparsa recentemente a Londra sulle bustine di cocaina, o quella dell’ex capo di Al Qaeda rimasto ucciso nel blitz americano sulle bustine di marijuana e crack. Come mai la semplice immagine di una rockstar, che ha sempre vissuto negli eccessi e che probabilmente è morta di overdose, dovrebbe far aumentare le vendite di cocaina, eroina ed ecstasy? Sarà la voglia di provare il rischio, di vivere sul limite, di sentirsi importanti per qualche ora oppure, perché no, forse semplicemente la noia. Diversi tipi di messaggi rivolti comunque al grande pubblico, da quelli per incrementare la vendita di stupefacenti a quelli per combattere l’evasione fiscale: il governo ha da poco messo in campo un nuovo spot in cui le immagini dei vari parassiti del legno, del cane e intestinali si susseguono fino ad arrivare all’ultima, quella del peggior parassita di tutti: l’evasore fiscale, seguita dallo slogan: “Chi vive a spese degli altri danneggia tutti. Battere l'evasione fiscale è tuo interesse”. Riuscirà questo messaggio a convincere gli italiani a pagare le tasse e a chiedere dopo ogni acquisto lo scontrino o la ricevuta fiscale?