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LONDRA/ Blond: sono due i veri nemici che stanno devastando l'Inghilterra

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Gli effetti dei disordini a Camden  Gli effetti dei disordini a Camden

No, non hanno nulla a che fare con tutto ciò. La maggior parte delle persone che protesta ha una consapevolezza della politica molto marginale. Sono il prodotto di una cultura dei diritti e della libera scelta senza valori né basi. I disordini quindi non hanno assolutamente nulla a che fare con la politica.

 

In Italia esistono molti corpi sociali intermedi, la cui origine è legata alla Chiesa cattolica. Ritiene che la loro mancanza possa essere una delle cause dei disordini in Inghilterra?

 

Sì, penso che quando si perdono i gruppi intermedi si perdano anche le comunità e i rapporti, producendo una società frammentata e uno Stato forte e centralizzato. E’ fondamentale quindi che la Chiesa anglicana si muova sul territorio creando associazioni sul modello di quelle cattoliche presenti in Italia. Abbiamo molto da imparare dal ruolo della Chiesa in Italia.

 

Oggi che l’«Impero Britannico» è in crisi, che ne sarà del modello inglese di integrazione?

 

In primo luogo, la Gran Bretagna rimane una cultura mondiale di importanza e di influenza globale. Le nostre leggi, le nostre università, le nostre istituzioni e in particolare il nostro Parlamento, con la sua costituzione mista, hanno rilevanza e risonanza globale. La Gran Bretagna quindi, attraverso un nuovo rapporto con l'Europa, può tornare ad avere una sfera globale d’influenza. Per quanto riguarda gli immigrati, il problema è che il liberalismo e il multiculturalismo ci hanno negato l'accesso alla nostra storia. Quella britannica non è mai stata un’identità razziale, né basata sul "sangue" né tantomeno etnica, ma semplicemente un’identità civile. In un certo senso, proprio per questo motivo, la Gran Bretagna è l'erede europea di Roma. Ecco perché, in termini di razza, vanta dei buoni primati: tra questi il più alto grado di integrazione, che però è stato bloccato dal multiculturalismo. Quello che dobbiamo fare è creare una nuova identità e costruire valori condivisi e convinzioni in un recupero dell'identità britannica.

 

In parte il problema è anche il ruolo pubblico in difficoltà della Chiesa Anglicana?


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COMMENTI
11/08/2011 - Dategli un'occupazione. (claudia mazzola)

Bellissima questa intervista, grazie. Mi sono accorta sulla mia pelle che anche io desidero sempre quello che non ho e la mia amica Rosa, povera invece condivide con me quello che ha e non va in giro a spaccare tutto. Quei giovani in Inghilterra probabilmente desiderano un lavoro, è la cosa più importante del mondo.