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POLEMICA/ Ici e 8xmille: ecco perché la Chiesa non è privilegiata

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Secondo il professore ci può essere tutt’al più «un problema di sovrapposizione, derivante dal fatto che ci sono stati un serie di provvedimenti legislativi non sempre coordinati, problema in parte, tuttavia, risolto dall’Imu (Imposta municipale unica ndr)». In ogni caso, che si tratti di esternazioni strumentali appare evidente: «La Chiesa potrebbe anche rinunciare all’esenzione dall’Imposta comunale sugli immobili. Ma i soldi provenienti dal pagamento dell’Ici da parte della Chiesa sarebbero destinati alle finalità per cui l’Ici è prevista, non certo alle famiglie». In merito alle polemiche relative al fatto che uno Stato laico garantisca alla Chiesa determinate esenzioni, il professore taglia corto: «dipende dal fatto che lo Stato ritiene rilevante l’interesse religioso e l’8 per mille è un modo con il quale viene sostenuta l’attività di quelle religioni che hanno firmato l’intesa». Della suddivisione della quota dell’8 per mille corrispondente alle scelte non espresse, infine, sottolinea: «ne beneficia la Chiesa cattolica, ma anche lo Stato, i Valdesi, e tutte le confessioni che hanno chiesto di partecipare a tale suddivisone». 

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