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IL CASO/ C'è un supermercato svizzero che non specula sul cambio

Pubblicazione:martedì 16 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 16 agosto 2011, 9.08

L'incredibile caso dei supermercati svizzeri (Fotolia) L'incredibile caso dei supermercati svizzeri (Fotolia)

Immaginatevi Bernardo Caprotti, il patron di Esselunga, che toglie dai suoi scaffali tutti gli ovetti Kinder. O la rete dei quasi tremila supermercati Conad senza neanche più una barretta di Mars. E i 56 ipermercati Auchan rifiutarsi di vendere gli shampoo de L’Oreal. Non ci riuscite?
Per forza: è impensabile che la grande distribuzione si metta di traverso rispetto alle grandi multinazionali, rifiutandosi di venderne i prodotti solo per una questione di prezzo. In fin dei conti, è proprio il caso di dirlo, più è alto, più ci si guadagna. Tutti, ça va sans dire, tranne il consumatore.

Ma se in Italia un’ipotesi del genere è pura fantascienza, altrove, e neppure troppo lontano, succede anche questo. Dove? Dietro l’angolo, in Svizzera, dove Coop, il secondo gruppo di commercio al dettaglio, ha tolto ben 95 prodotti di marca dai propri scaffali: tutta la linea per capelli Studio Line de L’Oreal, i Kinder Ferrero, i Mars Uncle Ben’s. E questo solo per cominciare. Il motivo?

I produttori si rifiutano di abbassare il prezzo nonostante il cambio. Complice la crisi economica globale, e ciliegina sulla torta il declassamento del debito pubblico Usa, infatti, il valore del franco svizzero è aumentato di circa il 25%, tanto da avvicinarsi alla parità con l’Euro. Un disastro per le esportazioni svizzere, ma un potenziale guadagno per tutte le merci importate che, in teoria, dovrebbero costare meno per i consumatori elvetici.

In teoria, ma anche in pratica visto che, dopo un accorato appello del Mister Prezzi locali che non ha sortito alcun effetto, è scesa in campo direttamente la grande distribuzione. «Da mesi aspettiamo che i nostri fornitori condividano i guadagni generati dai cambi con i nostri clienti - ha spiegato il responsabile delle divisioni Acquisti e Marketing di Coop Jürg Peritz - Alcuni lo hanno fatto, ma molte grandi aziende e importatori hanno rifiutato di soddisfare questa richiesta. E siamo intervenuti».


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COMMENTI
16/08/2011 - Un piccolissimo particolare (Francesco Giuseppe Pianori)

Molto interessante la coscienza "a difesa dei cittadini" di COOP Svizzera...con un piccolissimo "insignificante" particolare. I relativi prodotti multinazionali "fuoriscaffale" saranno sostituiti da prodotti simili con marchio COOP, di qualità inferiore e di prezzo più accattivante, come succede già da noi in Italia. Risultato? Un aumento reale di fatturato per COOP e l'introduzione di prodotti, la cui produzione costa meno alla COOP e che, in condizioni di pluralità di offerta, non reggerebbero il confronto con quelli di marca "Timeo Danaos et dona ferentes". La politica commerciale della COOP è ben conosciuta da chi, come noi emiliano-romagnoli, è costretto a fare i conti con il "monopolio" di questa "Cooperativa" tutt'altro che cooperante e "consumer friendly". Leggi "Falce e Carrello" di Bernardo Caprotti, il patron di Esselunga,