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GMG MADRID/ García: i giovani vanno dal Papa perché vogliono un vero padre

Pubblicazione:mercoledì 17 agosto 2011

Giovani in Spagna per la GMG 2011 (Ansa) Giovani in Spagna per la GMG 2011 (Ansa)

«Molti giovani hanno intrapreso un cammino di fede nel contesto della Giornata mondiale della gioventù, ritrovando Cristo e la Chiesa». È un fatto, questo, che schianta ogni polemica ideologica, come quella dei gruppi più radicali che non perdono l’occasione per andare contro la Chiesa e il papa, come El País, che ha parlato di «saldi di fine agosto» a proposito della facoltà, concessa ai confessori dal vescovo di Madrid card. Antonio María Rouco Varela, di assolvere le giovani che hanno praticato l’aborto. «La vera caratteristica del momento attuale è che in qualche modo le minoranze radicali, che ormai fanno parte della storia della Spagna, sono ben viste dal governo» dice a ilsussidiario.net José Miguel García, teologo, delegato per la Cultura nell’organizzazione della Gmg. Tutte le iniziative culturali della Giornata, spiega García, sono state pensate con lo scopo di offrire una «testimonianza della fede, proprio per far vedere che la fede è il vero senso della vita».

José Miguel García, qual è l’importanza di questo evento per la Spagna e la sua gente?

Vedo questo evento in chiave provvidenziale. Se il Papa ha accettato la proposta della Spagna, e sicuramente c’erano sul tavolo altre proposte, è perché vuole favorire la fede del nostro popolo, le radici cristiane che sono all’origine della nostra identità e di tutta la nostra storia. Sicuramente gioca anche il problema della scristianizzazione, oggi dilagante. Quello che vedo chiaramente, avendo a che fare con tanti giovani, è che tutti coloro che hanno un compito educativo - dalle famiglie agli ordini religiosi - non riescono a tramandare la fede alle giovani generazioni. Oggi la gioventù spagnola è una gioventù pagana. Hanno sicuramente qualche idea residua del cristianesimo, ma non ne hanno mia fatto esperienza. Ecco perché questa Giornata è un dono straordinario.

Le Gmg hanno ormai una storia collaudata, se pensiamo al successo che hanno sempre ottenuto sia con Giovanni Paolo II, sia dopo di lui con Benedetto XVI. Moltissimi giovani hanno detto di essere stati cambiati da questo evento. Com’è possibile secondo lei?


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