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GMG MADRID/ García: i giovani vanno dal Papa perché vogliono un vero padre

Giovani in Spagna per la GMG 2011 (Ansa) Giovani in Spagna per la GMG 2011 (Ansa)

Secondo me sarà la veglia del sabato, quando giovani di tutti i continenti faranno delle domande sulla fede, affrontando problemi che loro sperimentano nel contesto culturale dei giorni nostri. E poi l’omelia di Benedetto XVI, domenica, nella Messa conclusiva.

In che modo un evento di questo genere parla alla Spagna, dove lo scontro tra cattolici e gruppi laicisti è così acceso? Il movimento del 15 M, quello degli indignados, ha deciso di assecondare una marcia contro il Papa...

In Spagna, per ragioni storiche, c’è una minoranza radicale che ha criticato e critica ferocemente la Chiesa. Non è dunque una novità e non deve sorprendere. Direi invece che la vera caratteristica del momento attuale è che in qualche modo essa viene ben vista dal governo, dal potere politico. Da questo punto di vista non si vieta nessuna manifestazione, magari non la si incoraggia pubblicamente, ma non si fa niente per impedirla e per evitare di guadagnare a queste iniziative la simpatia della gente. Avranno successo? Dipende dallo spazio libero concesso dalla polizia e dal potere politico.

In Italia il Corriere ha riportato che i confessori a disposizione dei pellegrini potranno, in via eccezionale, assolvere anche chi ha abortito. El País ha per questo ironizzato sui «saldi di agosto».

Che in occasione di questa Gmg il vescovo, l’unico che ha canonicamente il potere di perdonare il peccato dell’aborto, decida di concederlo, è una iniziativa opportuna e intelligente: purtroppo tanti ragazzi in Spagna, ma non solo, in un modo a volte incosciente, a volte cosciente ma sempre favorito dalla cultura e dalla politica dominante, usano l’aborto come metodo anticoncezionale. Alla luce di come i media hanno trattato la cosa, non so se la Chiesa ha saputo comunicare il problema nel migliore dei modi, ma questa è un’altra questione. Resta il fatto, eloquente, che molta stampa ha fatto un attacco frontale, perché vuol continuare a favorire l’aborto nel modo più aperto e spudorato possibile. In realtà, tutto questo che cosa dice? Che se i ragazzi vanno a confessarsi, percepiscono in quella scelta una non-umanità di fondo, una colpa.

Cosa ha voluto dire per lei lavorare all’organizzazione di questa Giornata?