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GMG MADRID/ Javier, Miguel, César, Esther raccontano il "loro" miracolo

Pubblicazione:venerdì 19 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 19 agosto 2011, 19.53

L'arrivo di Benedetto XVI a Madrid (Foto Ansa) L'arrivo di Benedetto XVI a Madrid (Foto Ansa)

Esther, una studentessa laureata, percorre le sale del teatro con un walkie-talkie. “Ieri, in diversi volontari abbiamo dovuto separare il regista portoghese dello spettacolo dal responsabile della sicurezza del teatro: erano sul punto di picchiarsi. Le tensioni sono grandi e a volte non sono facili da stemperare. Dopo alcuni minuti, abbiamo visto che si sono incontrati in un corridoio: si sono guardati in faccia e si sono abbracciati. Che due persone facciano qualcosa del genere è commovente. La presenza cristiana introduce nei rapporti e nel lavoro un fattore assolutamente nuovo”.
“Le mie amiche e i miei colleghi di lavoro pensano che io sia pazza”, dice Marie, una giovane francese. “Non capiscono perché mi sia presa le ferie per venire a lavorare gratis per una settimana a Madrid. Una di loro mi ha detto: 'Tu sei una buona e per questo fai queste cose'. Ma io le ho risposto: 'No! Io ho bisogno di andare e lavorare lì'. Dopo diversi giorni di lavoro sono esausta, ma contentissima. Come volontaria non ho smesso di vedere gesti gratuiti e belli. Senza di loro non si può vivere”.

Questi sono solamente alcuni fatti e incontri tra i tanti che stanno accadendo in questi giorni. A differenza di tante manifestazioni fortemente “reattive” che abbiamo vissuto negli ultimi mesi a Madrid (alcune di queste sono ancora in corso in questi giorni per protestare contro la GMG), il popolo cristiano, in unità con il Papa, mostra, in un modo paziente e nuovo, la potenza e la capacità di costruire della presenza cristiana, che non può essere ridotta a un numero o a un’ideologia.


(Ignacio de los Reyes)



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