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MELANIA REA/ Parolisi parlerà in udienza il 22 agosto, intanto spuntano denunce e il verbale dell'interrogatorio a un mese dal delitto

Pubblicazione:venerdì 19 agosto 2011

Foto Ansa Foto Ansa

I SOSPETTI PRIMA DELLO SCANDALO – Il Magistrato insiste, sempre secondi gli stralci riportati da Repubblica, puntando su modalità dell’omicidio «una tecnica militare, da assalto alla sentinella... (lunga pausa)... tu la conosci meglio di me com'è la tecnica militare di assalto alla sentinella, no?», e sul movente passionale insinuando che tra Salvatore e Melania oramai fosse da tempo finito il sentimento, ma è proprio allora Salvatore si accende: «... invece no... anzi proprio in questi mesi qua era proprio il periodo, veramente bello perché avevamo avuto quegli alti e bassi quando è successo quella cosa». Il Magistrato incalzava, e Parolisi, alla fine, scelse il silenzio che sarà rotto il prossimo 22 agosto: «Io non devo dire niente», concluse allora.

LE ACCUSE DELLE RECLUTE – Nel tempo si è fatta strada l’ipotesi che il movente dell’omicidio di Melania potesse essere legato a un terribile segreto custodito tra le mura della caserma. Il Corriere della Sera, riporta alcune dichiarazioni, testimonianze che ora rendono più manifesto quello che fino a pochi giorni fa era solo un sospetto. Valeria, Simona, Gaia, Giuditta e Veronica: sono le reclute che hanno denunciato una serie di molestie subite dai superiori, tra cui anche Parolisi. Simona, ad esempio, riferendosi ad un superiore, racconta al tribunale militare: «Il capo mi avvicinava... Mi invitava... Mi diceva non ti preoccupare, io ti porto in un posto più sicuro, tipo qui al poligono. Diceva che non ci avrebbe visto nessuno...». Approcci non tutti accettati, alcuni liquidati come atteggiamenti “da caserma”, altri invece respinti al mittente con fermezza, ancorché con grande delusione, come lei stessa rivela.


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