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Cronaca

MELANIA REA/ Parolisi parlerà in udienza il 22 agosto, intanto spuntano denunce e il verbale dell'interrogatorio a un mese dal delitto

Salvatore Parolisi, negando ogni addebito - come emerge dal verbale dei carabinieri - piagnucolava. Intanto alcune soldatesse denunciano molestie subite in caserma. 

Foto AnsaFoto Ansa

Procedono tra mille cautele le indagini per scoprire l’autore dell’omicidio di Melania Rea, morta lo scorso 18 Aprile. Il marito, Salvatore Parolisi, caporalmaggiore e istruttore delle reclute donne del 235esimo Reggimento di Ascoli Piceno, rimane in carcere come indiziato per l’omicidio della moglie e proprio nelle ultime ore, solo pochi giorni dopo la notizia che il militare ha intenzione di rendere dichiarazioni spontanee al tribunale del riesame in udienza fissata per il 22 agosto, cominciano a filtrare i verbali di un suo primo interrogatorio, risalente a maggio svolto dal pubblico ministero Umberto Monti. Li pubblica Repubblica.it,  cui fa eco il Corriere della Sera pubblicando le dichiarazioni di alcune reclute che lasciano poco spazio all’immaginazione sui lati oscuri della caserma in cui Parolisi operava: molestie, proposte indecenti e un "misterioso" albergo.

E’ il 16 maggio. Parolisi non è ancora indagato, ed è ascoltato come persona informata sui fatti. Per due giorni sarà messo sotto torchio dal magistrato Umberto Monti, dal maresciallo dei carabinieri Agostino Abruzzese e da altri carabinieri. Abruzzese tenta di far leva sugli eventuali sensi di colpa del soldato, e gli chiede esplicitamente se sia stato lui ad uccidere la moglie. Monti è sospettoso – si legge - «Salvatò parliamoci chiaro: a me pare... è morta tua moglie, uccisa in quel modo... decine di coltellate, pare quasi che tu ti preoccupi di più di tutelare la tua relazione con Ludovica che di darci un contributo per capire tua moglie come è stata ammazzata», lo provoca quando il Parolisi cerca di negare con tutta la forza «Io a mia moglie non l'ho toccata mai un capello mai io mai mi sono permesso di sfiorarla neanche con un dito... mai... mai e poi mai... ». 

Sembra forte, Parolisi, ma di fronte alle domande sempre più incalzanti, ai dubbi, alle insinuazioni e alla richiesta di spiegare le incongruenze di ricostruzioni e deposizione, Salvatore nega «piagnucolando». Nel dialogo che si fa sempre meno fitto tra Parolisi e Monti prende corpo sempre di più l’ipotesi che da persona informata dei fatti il caporal maggiore possa diventare indagato. Cosa che poi puntualmente avverrà. Il Pm lascia una porta aperta al marito di Melania, ma non fa mistero di diffidare di lui: «non vorrei ritrovarmi tra dieci giorni che noi scopriamo qualcos'altro che tu oggi ci stai negando, come abbiamo scoperto di Ludovica che era una relazione importante, non una storiella…».