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FINE VITA/ Tre osservazioni sul ddl

Pubblicazione:martedì 2 agosto 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

La terza osservazione riguarda la soppressione per intero, con un emendamento della maggioranza, dell’articolo 8 del testo presentato, che riguardava la figura sostitutiva (fiduciario o collegio medico nel  testo approvato al Senato), in caso di controversie. Ferma restando la decisione del medico curante (peraltro non vincolata neppure dalle DAT, conforme il pronunciamento di Oviedo), non possiamo a priori escludere dei casi controversi. E qui si forma, a mio avviso, un vuoto legislativo, che porterà inevitabilmente ancora a ricorsi in tribunale.
A  me pare che, pur con una maggioranza qualificata alla Camera e, pensiamo in un prossimo futuro, al Senato, si rischia di approvare una legge, che sortirà opposizioni feroci, o comunque soggetta ai cambiamenti di una futura maggioranza. A mio giudizio, meglio sarebbe un consenso il più condiviso tra gli opposti schieramenti, superando pregiudiziali e posizioni di trincea dei diversi pasdaran, a meno che non si voglia, nel caso nostro, di essere più realisti del re o, come si diceva in questi giorni, più vaticanisti del Vaticano.
Mi permetto allora di riportare un documento del Magistero, che credo possa essere condiviso da molti, se tradotto in formule giuridiche appropriate e sintetiche da chi sarà chiamato a relazionare in Aula, correggendo e sfumando il testo approvato:
«L’ammalato in stato vegetativo, in attesa del recupero o della fine naturale, ha dunque diritto ad una assistenza sanitaria di base (nutrizione, idratazione, igiene, riscaldamento, ecc.), ed alla prevenzione delle complicazioni legate all’allettamento. Egli ha diritto anche ad un intervento riabilitativo mirato ed al monitoraggio dei segni clinici di eventuale ripresa. In particolare, vorrei sottolineare
(cita Giovanni Paolo II) come la somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenti sempre un mezzo naturale di conservazione della vita, non un atto medico. Il suo uso pertanto sarà da considerarsi, in linea di principio, ordinario e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio, nella misura in cui e fino a quando esso dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che nella fattispecie consiste nel procurare nutrimento al paziente e lenimento delle sofferenze» (5).
In ciò la Congregazione non fa che ribadire la posizione della Pontificia Accademia delle Scienze del 1985 (6).


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COMMENTI
02/08/2011 - Approvare senza ulteriori indugi (GIOVANNI PIERONI)

Attraverso la semplice lettura del progetto di legge(la buona fede nel caso di padre Puca si presume)si può constatare che l' articolo 8 soppresso riguardava l' autorizzazione giudiziaria e non il fiduciario (è venuto meno poi il ruolo del collegio medico). In effetti una legge a prova di "scasso" da parte dei giudici non credo che esista. Modifiche migliorative se ne potranno sempre fare in futuro ma ora è urgente approvare l' attuale testo, su cui non è il caso di illudersi di trovare un maggiore consenso considerando le forze del nulla che si oppongono all' iniziativa in questione.