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FINE VITA/ Tre osservazioni sul ddl

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Come sempre però la Chiesa è realista quando traccia i limiti di queste cure: “Nell’affermare che la somministrazione di cibo e acqua è moralmente obbligatoria in linea di principio, la Congregazione della Dottrina della Fede non esclude che in qualche regione molto isolata o di estrema povertà l’alimentazione e l’idratazione artificiali possano non essere fisicamente possibili, e allora ad impossibilia nemo tenetur, sussistendo però l’obbligo di offrire le cure minimali disponibili e di procurarsi, se possibile, i mezzi necessari per un adeguato sostegno vitale. Non si esclude neppure che, per complicazioni sopraggiunte, il paziente possa non riuscire ad assimilare il cibo e i liquidi, diventando così del tutto inutile la loro somministrazione. Infine, non si scarta assolutamente la possibilità che in qualche raro caso l’alimentazione e l’idratazione artificiali possano comportare per il paziente un’eccessiva gravosità o un rilevante disagio fisico legato, per esempio, a complicanze nell’uso di ausili strumentali” (7).
Tale posizione, ad onta di quanti si “accaniscono” di parlare di “accanimento terapeutico” è ed è stato sempre presente nella posizione della Chiesa, a partire da Pio XII(8) al Documento della Congregazione per la Dottrina della fede sull’eutanasia (9).
A chi ci considera intolleranti possiamo rispondere in maniera serena che la Chiesa è  sempre “mater et magistra”. Potremmo dire che è maestra, perché è una madre che tiene presenti tutti gli aspetti di una vicenda che riguarda i suoi figli. La carezza del Nazareno continua oggi attraverso la carezza della Madre Chiesa.


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COMMENTI
02/08/2011 - Approvare senza ulteriori indugi (GIOVANNI PIERONI)

Attraverso la semplice lettura del progetto di legge(la buona fede nel caso di padre Puca si presume)si può constatare che l' articolo 8 soppresso riguardava l' autorizzazione giudiziaria e non il fiduciario (è venuto meno poi il ruolo del collegio medico). In effetti una legge a prova di "scasso" da parte dei giudici non credo che esista. Modifiche migliorative se ne potranno sempre fare in futuro ma ora è urgente approvare l' attuale testo, su cui non è il caso di illudersi di trovare un maggiore consenso considerando le forze del nulla che si oppongono all' iniziativa in questione.