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Cronaca

MELANIA REA/ Dubbi sul movente passionale, Salvatore Parolisi sempre nel mirino

La triste vicenda dell'omicidio di Melania Rea si arricchisce di una nuova pagina con l'ordine di arresto spiccato per Salvatore Parolisi: scricchiola il movente passionale?

Salvatore Parolisi (Foto: ANSA)Salvatore Parolisi (Foto: ANSA)

La triste vicenda dell'omicidio di Melania Rea si arricchisce di una nuova pagina con l'ordine di arresto spiccato per Salvatore Parolisi. Il marito della Rea, passato ben presto da vedovo a fedifrago - per il suo oramai noto tradimento con la recluta militare che addestrava Ludovica Perrone - a principale indiziato per la morte della giovane Melania. Il dibattito televisivo martellante e le indagini degli inquirenti sempre più intense attorno al Parolisi cercano di riempire di particolari un quadro composito e mutevole, così distante da quella che era la realtà apparente, sedimentata della vita dei coniugi Parolisi.L'ultima rivelazione che trapela dagli ambienti giudiziari riguarda il movente del delitto di Melania Rea. Fino ad oggi si era pensato che potesse essere passionale, magari per sbarazzarsi dei quella che era diventata una "zavorra" dal punto di vista affettivo, o di una rivale, a seconda se i sospetti si addensavano su Salvatore o su Ludovica. Oggi invece quella che potrebbe essere in un certo senso una svolta: il Gip del tribunale di Teramo infatti avrebbe avanzato l'ipotesi che il movente dell'omicidio - che secondo l'accusa sarebbe in ogni caso stato commesso da Salvatore Parolisi - non fosse passionale ma per impedire che Melania divulgasse in inconfessabile segreto proprio riguardante qualcosa accaduto dentro la caserma.Una nuova interpretazione dei fatti, che differisce dalle ricostruzioni della procura di Ascoli, come da quella di Teramo. Subito si cercano conferme, subito si ripassano al setaccio i tabulati telefonici dei due protagonisti (e probabilmente non solo) della vicenda. Orari, allacciamenti alle centraline, sms inviati, ricevuti e cancellati. Come sarebbe avvenuto per alcuni di quelli contenuti nel telefonino di Melania Rea.Un segreto da non rivelare, che forse riguardava proprio i rapporti tra alcuni militari e le reclute, forse altro, ma ogni ipotesi al momento è mera congettura e anche gli inquirenti rimangono su questo punto delicato abbottonatissimi.Rimane l'esercizio della ricostruizione dei fatti: i ponti radio che possono rivelare anche in mancanza di dispositivi gps gli spostamenti dei dipositivi mobili dei protagonisti della vicenda, e il perché dello spegnimento e la riaccensione del cellulare di Melania (con una perizia pendente per capire se in quella circostanza siano stati cancellati alcuni messaggi) e che pare coincidere con lo scempio commesso sul cadavere - con un probabile intento di depistaggio.