BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

XBOX/ Inghilterra: ragazzo muore dopo dodici ore di Halo

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Dodici ore fatali davanti alla XBox (Fotolia)  Dodici ore fatali davanti alla XBox (Fotolia)

Chris Staniforth era un giovane studente di game design e recentemente gli era stato offerto un posto alla Leicester University proprio in questo settore. I videogiochi violenti continuano quindi a far discutere, dopo anche la polemica lanciata dal Tg1, dopo la strage di Oslo per mano di Anders Behring Breivik, in cui hanno perso la vita 92 persone tra cui tanti giovani. Nel servizio del telegiornale venivano attribuite le colpe della follia del norvegese al famoso videogioco di guerra “Callo of Duty: Modern Warfare 2”. In Norvegia, intanto, la Coop Norway, una una delle più grandi catene di negozi della Norvegia, ha deciso di ritirare dal commercio 51 videogiochi considerati troppo violenti, usando questa motivazione: “La decisione di rimuovere i giochi – ha detto il direttore Geir Inge Stokke - è stata presa quando abbiamo compreso lo scopo dell'attacco. Altri hanno maggiori competenze di noi nel capire gli effetti negativi di questi giochi. Al momento credo sia appropriato per noi ritirarli. Non mi sorprenderei se altri facessero lo stesso. Dobbiamo pensare seriamente a quando rimetterli al loro posto. Il ritorno economico che li riguarda non ha importanza”. Anche la deputata dell’Udc Paola Binetti, intervenendo nel corso della trasmissione Klauscondicio, di Klaus Davi, aveva affermato: “È difficile stabilire una relazione diretta tra l’esplosione di un tale atto di follia e il ricorso a videogiochi di guerra così violenti come World Of Warcraft e Call of duty, di cui faceva uso l’attentatore di Oslo Anders Behring Breivik. Il consumismo intellettuale della violenza e della morte molto spesso passa inevitabilmente dall’esperienza virtuale a quella reale ed è lo stesso motivo per cui, qualche giorno fa in questa stessa trasmissione, ho detto no al videogioco Euthanasia, perché si tratta di un videogioco in cui la violenza virtuale scivola senza barriere verso la violenza reale. Per questo i costruttori di questi giochi dovrebbero agire con grande prudenza”.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.