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MEETING/ 1. Vittadini: se non si punta sullo sviluppo l'Italia diventerà “un paese per vecchi”

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Vede i giovani chiedono proposte credibili, educative, mosse da ideali. Se di fronte hanno il nulla, il rischio è che perdano tempo in discoteca. Ma vuole un altro esempio?.

Prego.


In questo momento di crisi vedo molti più ragazzi che chiedono di andare all’estero, di fare stage. Mentre oggi non diamo loro la possibilità di mettersi alla prova.

Esempi educativi, a onore del vero, ce ne sono pochi. A partire, critica spesso ripetuta, dalla politica.

Si è scelto di far pagare la crisi a chi non è ancora entrato nel mondo del lavoro, della scuola, delle pensioni. È come se il mondo degli inclusi volesse tagliare fuori quello dei nuovi.

Una difesa dei privilegi?


Condivido l’editoriale sul Corriere del professor Galli Della Loggia quando dice che le democrazie occidentali tendono a difendere i gruppi, invece di dire "dividiamo la crisi". Bisogna investire sul rinnovamento del sistema educativo e non tutelare chi urla di più.

Ecco, la manovra. Cosa ne pensa?


Sarò poco originale ma sono d’accordo nel dire che dovremmo tagliare di più sulle Province, sulle spese inutili dello Stato. Ma il problema è lo sviluppo. E cosa c’è di nuovo all’orizzonte? Poco. Il Meeting vuole dare questo messaggio: si deve educare e costruire. La crisi deve essere affrontata partendo dal basso, secondo il principio di sussidiarietà, con incentivi differenziati. E distinguendo bene tra sviluppo, solidarietà e rendita.

Una stoccata a chi guida la barca-Paese?


Nel suo complesso, al di là degli schieramenti.

Quindi anche all’interguppo della sussidiarietà. Ma come ha operato, secondo lei, in Parlamento?


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