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MEETING/ 1. Vittadini: se non si punta sullo sviluppo l'Italia diventerà “un paese per vecchi”

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Dal punto di vista culturale molto bene, sotto traccia.

Ok. Ma sotto il profilo politico?


Ha inciso poco, purtroppo, quando si è trattato di arrivare a condizionare l’azione parlamentare: sono prevalse le logiche partitiche. Nonostante gli appelli del Capo dello Stato. Ci possono anche essere contrapposizioni molto forti. Poi però serve il senso del bene comune quando si toccano temi come sviluppo, sussidiarietà. La visita di Napolitano si lega non solo alla mostra ma anche all’invito a collaborare su questa dimensione politica.

Ma il Meeting riuscirà a dare un segnale di ottimismo?


Io sono ottimista, se si riuscirà però a sviluppare questo spirito dal basso. L’Italia ha una grande vitalità sociale ed economica rispetto ad altri Paesi: se crolla la City crolla l’Inghilterra, se crollano poche grandi imprese crolla la Francia. Quindi non rassegniamoci a una Borsa che perde il 6 per cento: diamo spazio ai giovani, e a chi costruisce durante la crisi. E sono tanti. Solo così non saremo un Paese di serie B. Né di vecchi.

 

Proponiamo l’intervista a Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, che sarà pubblicata da Il Corriere della Sera di oggi, sabato 20 agosto 2011. 

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