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MEETING/ E se Napolitano e don Giussani si fossero incontrati?

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Don Giussani con alcuni studenti (Foto Ansa)  Don Giussani con alcuni studenti (Foto Ansa)

Vorrei fornire una mia analisi degli intensi, affettuosi e calorosi applausi tributati a Giorgio Napolitano dal pubblico del Meeting. Lasciando ad altri le osservazioni di carattere più politico, preferirei fantasticare su come sarebbe avvenuto un ipotetico incontro tra il Presidente e Don Giussani.
Come molti lettori sanno (V. articolo su IlSussidiario del 9-4-2009), ho avuto l’incommensurabile fortuna di accompagnare “il Gius” in moltissimi incontri simili, in particolare nel periodo in cui avevo avuto da lui l’incarico di aiutare la crescita delle vocazioni artistiche e giornalistiche nel movimento di CL. Oggi ho la rara fortuna di condividere anche alcuni momenti delle poche vacanze del Presidente Napolitano a Stromboli, dedicati soprattutto a scambi di opinioni e ascolti di musica al tramonto tra gli ulivi.
Posso quindi affermare che per ciò che attiene alla visione del mondo, i due si sarebbero piaciuti non poco, pur essendo ben radicati ciascuno nella propria cultura e nella propria tradizione, quella laica e quella religiosa.
A dispetto delle reiterate e risibili accuse di integrismo, Don Giussani era di una apertura culturale assai rara, e ancora dopo tanti anni, proprio il Meeting sta lì a dimostrarlo. Essendo la prima manifestazione importante dopo le vacanze, per molti è stata ed è inevitabilmente anche una passerella politica. Ma la sua vera essenza è nelle mostre, nei volontari, nelle centinaia di incontri con personalità nazionali e internazionali provenienti dalle esperienze e dalle culture più diverse.  Non so cosa il Presidente abbia colto di tutto ciò, certo non potrà non essere stato colpito da un’accoglienza filiale così intensa, come si deve ad un vero padre della patria.
Il Gius aveva un fortissimo senso delle istituzioni, un gran rispetto dell’autorità, e teneva in gran conto le virtù civiche, come espressione di una convivenza solidale e giusta, ispirata da un cristianesimo profondamente vissuto.  Anche senza conoscerlo da vicino, basta leggere i discorsi del Presidente per capire che questa sarebbe stata una prima assai forte sintonia.
E’ nota la passione di Don Giussani per l’educazione: il suo movimento, in sé, nasce proprio come ambito di educazione alla fede. Con i suoi immediati corollari legati allo sviluppo famiglia, all’educazione dei figli, allo studio e alla formazione delle giovani generazioni. Su questo punto, nel pensiero di Napolitano si avverte lo stesso anelito, la stessa coscienza del fatto che le nuove generazioni potranno avere un futuro solo se saranno state costruite intorno a solide esperienze formative e culturali.


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