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RISTORANTI/ Tra suor Gloria Riva e Il Piastrino, le "beatitudini" del Montefeltro

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 agosto 2011, 10.01

Il Piatrino di Pennabilli Il Piatrino di Pennabilli

Domani al Meeting arriverà Suor Gloria Riva, che è un personaggio eccezionale, capace di spiegare l'arte con un'immediatezza e una semplicità che mai m'era capitato di ascoltare. Ma soprattutto è l'icona del sorriso. Lei vive nel Montefeltro, esattamente a Pietrarubbia, vicino a Carpegna. Anzi, dal suo monastero, che ha preso in mano da due anni con cinque consorelle, si vede proprio il monte che dà il nome a un paese, ma anche a un prosciutto crudo eccezionale, che merita d'essere conosciuto. Il prosciutto di Carpegna, per quanto mi riguarda, va assaggiato con il pane cotto nel forno a legna di Maiolo, che è un paese dei dintorni, non molto distante da San Leo, altro nome evocativo di un paese fantastico, con la sua rocca, e pure di una selezione speciale di prosciutto, sempre di Carpegna.

Al Meeting, giovedì sera, presenterà un film, dedicato alla fondatrice della sua congregazione, che è stato girato proprio in questi paesi che da Rimini si conquistano penetrando l'interno. E si assaggerà il Carpegna, naturalmente. Io in questi paesi ci vado volentieri per altri due motivi, oltre al prosciutto e al pane: la sosta a Pennabilli. Qui vivono il vescovo di San Marino e del Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ma anche il poeta Tonino Guerra. E sempre qui c'è il Molino Ronci, che produce farine eccezionali e da quest'anno ha completato la sua ristrutturazione. C'è anche uno spaccio per acquistare le varie specialità.

Sempre a Pennabilli, ambientato in un'oasi di verde, apre le sue porte anche uno dei migliori cuochi della mia predilezione, formatosi alla scuola di Vissani: Riccardo Agostini. Con sua moglie ha aperto Il Piatrino e non esagero se dico che fra le tavole più desiderabili da provare almeno una volta l'anno questa ha un posto di rilievo. L'ultima volta ho mangiato all'aperto, di fronte alla bella casa di pietra (la foto l'ho scattata dal mio tavolo), alla sera, con il pane e grissini fatti in casa, ma anche la sua scelta speciale di vini (qui ho trovato un Lambrusco biodinamico, di Saetta, che m'ha commosso) e un menu originale. Riccardo Agostini è un ragazzo umile e solare e la cena da lui è proprio quella che si può definire un'esperienza. Ma attenzione: il mercoledi è giorno di chiusura e la pausa estiva inizia da lunedi prossimo. Avrete dunque giovedi, venerdi, sabato e domenica per andarlo a trovare e la sosta meriterà oltre misura.


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