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VITTADINI/ 1. Galli della Loggia: si può soltanto ripartire dal soggetto e dalle famiglie

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 25 agosto 2011, 23.36

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica


Anche se non poteva approfondire le cause di questa "paralisi" ha tirato le orecchie sia alla destra che alla sinistra.
Da un lato ritengo che sia giusto illustrare i deficit della politica, dall'altro però sarebbe il caso di iniziare a rivolgere qualche critica alla società italiana, anche se questo rende impopolari.

Che tipo di critiche?

È vero, ad esempio, che se non c’è un accertamento fiscale efficace è colpa della politica, ma è altrettanto vero che a non pagare le tasse sono gli italiani. La stragrande maggioranza di loro non sembra avere senso civico e la società sembra diventare sempre più cinica, corrotta e materialista.
Anche questo andrebbe detto, perché i politici non nascono sotto i cavoli. 
Guardiamo alla società. Negli ultimi 15 anni non c’è stato un solo libro che abbia dato qualche indicazione valida su come dovesse cambiare e migliorare. Questo compito non spettava certo ai politici, ma probabilmente alle persone come me. Nessuno, evidentemente, è stato all’altezza del suo compito.

Ma se questo secondo lei è il quadro della società italiana, da dove si riparte?

Non me lo chieda. Lasciamo la domanda aperta, perché è quella fondamentale.
A mio avviso, comunque, c’è un rapporto stretto tra questa situazione e la crisi dell’istruzione. Negli ultimi vent’anni, infatti, noi italiani (e non parlo dei politici) l’abbiamo distrutta.
I nostri giovani escono dalla scuola con una preparazione sempre più scarsa e i pochi che hanno successo scappano all’estero. Ma, ancora più grave, è proprio la società a non attribuire grande importanza alla conoscenza e alla cultura, perché è convinta che le raccomandazioni e le amicizie contino di più.
Insomma, il nostro non è un Paese per giovani e non è nemmeno lontanamente meritocratico.
A questo punto si può soltanto ripartire dal soggetto, dalle famiglie, dalla coscienza collettiva del Paese, anche se a volte è la società ad appoggiare scelte sbagliate.

A cosa si riferisce?

Se questo Paese continuerà a pensare che sia più importante assumere decine di migliaia di precari piuttosto che mettere fine allo scandalo dell’istruzione in Calabria, dove i licei regalano 100 e lode a tutti, non avrà nessun futuro.

(Carlo Melato)



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