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TEMA MEETING/ Hadjadj: ecco il dramma della certezza

Folla in ascolto al Meeting di Rimini Folla in ascolto al Meeting di Rimini

L’attuale post-umanesimo presenta tre dimensioni: tre filosofie errate che sembrano antitetiche, ma che in realtà sono profondamente in relazione. L’ecologismo, per il quale l’uomo è il predatore della natura. Esso auspica il regresso dell’uomo fuori dalla storia, verso i cicli naturali; il tecnicismo, l’idea cioè che la tecno scienza può fabbricare un superuomo, un uomo nuovo competitivo e performante. Ma è chiaro che questo superuomo in realtà è un sotto-uomo, perché viene a dipendere dal mercato. Infine viene l’esito di una fuga in avanti dell’umanesimo, per cui si arriva ad una sorta di deismo fondamentalista.

In che modo questi post-umanismi ostacolano il riconoscimento della verità cristiana?

Producendo una frammentazione, di dislocazione interna alla verità cristiana, che è qualcosa di essenzialmente equilibrato, facendo coesistere perfettamente la verità e la ragione, la carne e lo spirito, la storia e l’eternità. In questo campo di rovine, dove tutte le speranze e le utopie progressiste moderne sono collassate, ci rendiamo ormai conto che se vogliamo ancora salvare l’uomo non possiamo più fare ricorso alla modernità, ma nemmeno possiamo rivolgerci alla postmodernità. Comprendiamo sempre di più che un vero umanesimo non può che fondarsi sull’idea che l’uomo, così come è dato, contiene un mistero, è stato desiderato da Dio, riscattato da Lui.

Lei guarda più a sant’Agostino, a san Tommaso d’Aquino o a Pascal?

Sono molto più vicino ad Agostino e a Tommaso che a Pascal. Ho sicuramente un debito immenso nei confronti di Tommaso d’Aquino in ragione della sua metafisica e della sua filosofia dell’essere, ma per lo stile sono piuttosto orientato verso Agostino, per il senso straordinario che egli ha dell’esistenza come un canto, per il «pensiero musicale» che ha della teologia e della vita umana.

E in che cosa è debitore di don Giussani?

Buona parte del mio pensiero era già formata quando ho incontrato Giussani, ma l’incontro che ho avuto con i suoi scritti è stato per me una grande conferma. In lui ho trovato un padre, un fratello, qualcuno con cui mi sono sentito in consonanza totale.

Quali sono le ragioni di questa stima così profonda?