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MEETING/ Tra incontri e dibattiti, la piadina e il cassone "al chilometro vero"

Pubblicazione:giovedì 25 agosto 2011

Il locale NudeCrud Il locale NudeCrud

La storia è come un foglio bianco che lentamente assume le sembianze di un disegno, bello o brutto che sia, ma comunque e sempre qualcosa che non c'era. E le matite che segnano i tratti sono i rapporti, che cambiano la storia. Questo mi viene da pensare al Meeting, nel tourbillon d'incontri che sto vivendo. Ieri, a sorpresa, è arrivato a trovarci John Elkann, che ha disquisito su ristoranti e luoghi dove il gusto è di casa. Allo stand di Papillon, intanto, il 20% in più delle persone dello scorso anno aderivano al Club di Papillon, con il libro Adesso sotto braccio e la bottiglia di vino da bere alla sera con gli amici.
Io non avrei mai scoperto Rimini se non avessi conosciuto, una decina di anni fa, Enrico Santini, un Virgilio della sua terra (lui è di Coriano, la Montalcino di Romagna), un appassionato produttore di olio (del “beato Enrico”, buono quanto quello di Roberta Frontali) e di vini: cercate il suo Sangiovese di Romagna, creato con la consulenza del miglior enologo italiano (Lorenzo Landi). È stato lui a portarmi nel cuore della sua città, prima alla vecchia pescheria e, ieri sera, in un posto fantastico che è il borgo vicino al Ponte di Tiberio, dove c'era anche il sindaco di Rimini, che partecipava alla movida nei localini di questo luogo raccolto dove con sorpresa ho rivisto i miei luoghi storici: l'Osteria de Borg (via Forzieri, 12 – tel. 054156074), che propone una cucina strettamente riminese e la piacevole trattoria della Marianna (viale Tiberio, 19 – tel. 054122530), che invece ha un'inclinazione per il pesce. Il cuoco Giuliano Canzian insieme con sua moglie Enrica Mancini si divide anche con una tavola d'autore, da provare, che è Dallo Zio (via Santa Chiara, 16 – tel. 0541786747), al di là del ponte.
Ma la vera sorpresa, di cui ancora una volta sono grato a Enrico, è stato il Nud e Crud, un locale innovativo, proprio davanti al Ponte di Tiberio, 27/29, che ha come slogan “Dal chilometro zero al chilometro vero”. Qui si assaggia una piada decisamente eccellente, buonissima, ma anche i cassoni (i migliori mai assaggiati fino a ora). Mi ha colpito ritrovare il prosciutto di Carpegna Due Sassi dei Monti Simone e Simoncello (finalmente), ma anche le farine dell'eroico Molino Ronci di Pennabilli, con cui vengono confezionate tutte le paste. Lo Squacquerone è quello che producono nella Comunità di San Patrignano, mentre i formaggi sono quelli del caseificio Buon Pastore di  Montefiore Conca. Poi le carni (straordinaria la coppa) di Mora romagnola e Chianina del Montefeltro, acquistate nella Macelleria di Marco Migani. Qui puoi ordinare piada e cassoni e ritirarli quando vuoi, con una raccomandazione: “La piada riminese è bassa come i nostri prezzi”. Ma dalle 6,30 del mattino fanno anche colazioni con torte e biscotti sfornati giornalmente. Tra gli assaggi che mi hanno entusiasmato, a parte le Bollicine del Podere Vecciano o il Franciacorta di Giuseppe Vezzoli, Top Hundred di Papillon, ci sono le piade di farina di kamut, quelle coi sardoncini, radicchio e cipollotti (dieci e lode) e poi il Pidburgher, un hamburger di carne di Chianina del Montefeltro, crema di Squacquerone, pomodoro fresco, insalata e cipolla stufata. 


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