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Cronaca

MEETING/ In Emilia, verso casa, facendo il pieno di gusto

Di ritorno dal Meeting di Rimini, per chi procede verso Nord, PAOLO MASSOBRIO consiglia alcune mete culinarie tra Bologna, Parma e Reggio Emilia dove fermarsi per una cena coi fiocchi

L'Hostaria da IvanL'Hostaria da Ivan

Il venerdì del Meeting è sempre un via vai: c'è chi torna a casa e chi arriva per l'ultimo week end. In ogni caso il transito sull'autostrada è intenso e la domanda ossessionante: “Dove vado a mangiare, prima di arrivare a casa ?”. Beh, dopo che è uscita l'applicazione su iPhone e iPad le telefonate e gli sms si sono fatti più radi, ma il mio amico di Padova ieri l'ho mandato con soddisfazione a Monteveglio, nella migliore osteria che ho provato quest'anno. Ed io invece dove vado? Sono quattro le mete che amo calibrare a seconda del percorso, tutte in direzione Nord. Nei pressi Bologna, il posto simpatico è a Calderara di Reno, all'Osteria di Mirasole (via Matteotti, 17/a tel. 051821273): una verace osteria, a casa di un appassionato di carni: Franco Cimini.
La sua compagna ha un’azienda agricola da conoscere (Azienda Agricola F.lli Caretti - via Imbiani, 8 - tel. 051824811) che fornisce carni, ma soprattutto formaggi fra cui un Parmigiano Reggiano di notevole fattura. Sedetevi allora in questa osteria d'antan che oggi ha anche un giardino raccolto per mangiare all'aperto. Guardate il patron quando sceglie un pezzo di Chianina e la taglia per metterla alla griglia. E fatevi venire l'acquolina in bocca: con gli gnocchi di patate alla secca e crema di Strachitunt, lasagne verdi alla bolognese, trippa grigia, polpettine di vitello e mortadella con piselli novelli. Piatto decisamente buono sarà il filetto di bue avvolto nella gola del maiale, e poi il controfiletto di manzo con radici ed erbette amare. Si chiude con la torta al cioccolato di Persiceto. Per bere, avrete il meglio che si accoppia a questi piatti.
Nei pressi di Reggio Emilia le mie trattorie sono due: a Rubiera all'Osteria del Viandante (tel. 0522260638), altro luogo deputato alle carni e poi a Scandiano, alla trattoria Bosco (loc. Bosco, tel. 0522857242) che fa i cappelleti in brodo una faraona all'uva da urlo, prima di chiudere con la zuppa inglese. Passata Parma, vi rinfrancherete al Cavallino Bianco di Polesine Parmense (052496136) nel regno del culatello, dove i fratelli Spigaroli vi innaffieranno di Fortana e buoni piatti della tradizione che lasciano un ricordo (qui non rinunciate all'anatra al forno dei loro allevamenti). Più sontuoso è il ristorante ambientato da Massimo Spigaroli nell'Antica Corte Pallavicina (0524936539). Imperdibile, qui, la faraona ricoperta di culatello e cotta nella creta del Po.
Infine la mia sosta che, l'ultima volta, non mi ha permesso di continuare il viaggio (ho dormito a Soragna, alla Locanda del Lupo - tel. 0524597100). Andate in località Fontanelle, da Ivan e Barbara che vi faranno cenare a maiale e Champagne. Sarete coccolati con piatti legati al territorio (c’è persino un menu dedicato a Guareschi, natio di questi luoghi), all’interno di salette intime e raffinate o, nella bella stagione, nella veranda che s’affaccia sul giardino all’italiana. Passione pura, dunque, a cominciare dal tosone fritto (ovvero la rifilatura fresca del Parmigiano), lardo pestato, pisarei e fasò, tortelli miele e tarassaco, cappellacci con patate e pancetta, pollo alla cacciatora, trippa, stracotto e fegato di maiale in reticella, anatra al forno. Il vino rosso viene servito nelle scodelle bianche mentre lo Champagne (in abbinamento al culatello) nei calici di cristallo.