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MOSTRE/ Carlo Bo, e l'Ermetismo dimenticato

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In parte ho attinto a miei documenti personali, in parte sono andato a scovarli nelle varie biblioteche.

 

E’ una mostra molto particolare…

 

Si è la prima mostra sull’Ermetismo, l’unica per ora realizzata….

 

Ci ha svelato anche la storia, i contorni de “Frontespizio”, questa rivista cattolica letteraria, nata nel 1929 a Firenze, terminata nel 1940…

 

Una grande rivista che vide molti personaggi della letteratura italiana lavorare assieme. Per citarne solo alcuni. Mario Luzi, lo stesso Carlo Bo, Carlo Betocchi “il poeta dei poeti”, Oreste Macrì, Piero Bargellini... quest’ultimo grande avversario delle idee razziste di allora.

 

Dopo il Meeting questa mostra sarà ancora riproposta?

 

Sì la porteremo in altre città italiane, ampliata e ancora più bella. A cominciare da Roma  al “Teatro dei Dioscuri”. La apriremo alle scuole per fare conoscere anche ai più giovani un capitolo così importante della cultura italiana del Novecento.

 

Qui al Meeting comunque il successo è stato straordinario…

 

Sì devo ammettere con soddisfazione che è piaciuta molto. La gente s’è fermata a guardarla ed è rimasta incantata da questi documenti, dai manoscritti... dallo scoprire brani della nostra letteratura ancora pressoché sconosciuti. Un risultato superiore alle previsioni e che ci incoraggia a proseguire…

 

(Franco Vittadini)

 

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