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SBARCHI/ Blangiardo: l’Africa si "sposta" in Europa? Una soluzione c’è…

GIAN CARLO BLANGIARDO, esperto di demografia, parla oggi al Meeting di Rimini sul tema “Mare Nostrum”. Esiste una “soluzione” con cui far fronte ai potenziali ingenti flussi migratori?

Foto: Ansa Foto: Ansa

Il profilo demografico del Bacino Mediterraneo è profondamente cambiato nell’arco di pochi decenni. I poco più di 400 milioni di africani - di cui un quinto in paesi affacciati sul Mediterraneo - che erano presenti a metà degli anni ’70 hanno ormai superato il miliardo. Oggi l’Africa sopravanza l’Europa di ben 300 milioni di abitanti ed anche tra le due rive del Mediterraneo il primato dei paesi della sponda Sud è ormai una conquista irreversibile.

Tuttavia ciò su cui oggi conviene attentamente riflettere non riguarda il passato, bensì gli scenari che ci aspettano a Sud del Mediterraneo nei prossimi decenni e, soprattutto, l’eventualità che alle tradizionali fonti di squilibrio cui da tempo ci siamo assuefatti - dalle guerre alle calamità naturali, alle sommosse sino ai contrasti etnici e religiosi - si possa aggiungere il contributo del cambiamento demografico. L’attenzione va rivolta non solo al consueto - e talvolta esageratamente enfatizzato - tema della crescita numerica della popolazione, ma anche all’effetto di talune sue trasformazioni qualitative: prime fra tutte quelle legate alle variazioni nella struttura per età.

In particolare, sarebbe interessante indirizzare il ragionamento sia sulla reale portata del vincolo che la crescita demografica porterebbe allo sviluppo del Sud del Mondo, sia sul fatto che “il tipo di crescita” che il continente africano ha davanti a sé avrebbe anche elementi che, ove adeguatamente sfruttati, potrebbero persino rappresentare un fattore di sviluppo. Oltre ad una doverosa rivisitazione dello stereotipo del fardello demografico nel Sud del Mondo - se è vero che non più tardi di qualche mese fa la stampa, commentando dati Ocse, titolava “L’Africa corre più della crisi” (Il Sole 24 Ore, 20 giugno 2011) - sembra importante capire se e a quali condizioni le dinamiche della popolazione, oltre a non essere sempre e necessariamente un vincolo, potrebbero trasformarsi in un punto a favore dei popoli che le determinano e ne sono coinvolti. In tal senso i dati sulla struttura per età risultano particolarmente eloquenti là dove attestano le macroscopiche differenze di vitalità, tra un’Europa in cui gli anziani hanno già sopravanzato i giovani e un’Africa dove questi ultimi sono tuttora ben undici volte più numerosi.