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VITTADINI/ 2. Magatti: ai giovani serve una "libertà generativa"

Pubblicazione:venerdì 26 agosto 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Ciò di cui si deve parlare oggi è un alto tipo di crescita. Per questo occorre costruire un nuovo immaginario della libertà. Come adolescenti abbiamo pensato che essere liberi volesse dire che ciascuno semplicemente fa quello che vuole, ribellandosi ad ogni forma di autorità. Ma questo pensiero è ormai inadeguato.

Oggi, noi abbiamo la possibilità di rilanciare sul futuro a condizione di essere capaci di ridire la nostra idea di libertà.

Il desiderio ha a che fare con l’incontro. In questo senso, abbiamo bisogno di un’espansione che non ci faccia rifuggire dalla realtà e dalle sua domande, ma ci permetta di essere alla ricerca, e in qualche modo di riconoscere e di incontrare, l’A/altro.

A me piace chiamarla libertà generativa. Una libertà, cioè, che si riconosce dentro una storia, che rispetta e ama anche quando ne prende le distanze; che si pone in relazione agli altri e al mondo, riconoscendoli e prendendosene cura;  che ha il coraggio di assumersi il rischio di spendersi per un bene che vale la vita, imparando che senza sacrificio nulla di buono può esistere; che riconosce il mistero  dell’esistere e lo attraverso con coraggio.

E’ qui che i giovani possono e devono fare molto: collocandosi dentro una storia, ma avendo anche il coraggio di una novità che può - ed anzi deve - cambiare, ancora una volta, il mondo. Se affrontiamo i numeri implacabili della crisi con gli schemi di lettura di questi anni, lo spazio per l’ottimismo non c’è. Tutto diverso è, invece, se guardiamo alla transizione in corso come un’occasione grande, per questa nuova generazione, di  fare emergere un nuovo desiderio di Vita che il nostro tempo sembra soffocare.

Non c’è crescita senza sviluppo. Non c’è sviluppo senza spirito. Non c’è spirito senza apertura. Non c’è apertura senza Dio.



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