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GIUSSANI/ 2. Aldo Trento: la sua amicizia, una “domanda” che fa risorgere

Pubblicazione:sabato 27 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:sabato 27 agosto 2011, 10.30

Padre Aldo Trento Padre Aldo Trento

Ho in mente come se fosse ieri lo sguardo luminoso di don Giussani, quando gli raccontai che io, già prete, mi ero innamorato di una donna. E lui mi disse: “Padre Aldo, che bello, questo innamoramento è la cosa più grande che ti potesse capitare. Ora il tuo rapporto con Cristo sarà più radicale, non avrai più dubbi né incertezze”. E così ha deciso di mandarmi in missione in Paraguay. E questo perché io potessi non perdere quell’innamoramento. Io ero un prete, e se uno è innamorato sul serio sa che quel distacco non è come bere un bicchier d’acqua. Così don Giussani ha messo in corto circuito il dramma tra quello che Dio voleva da me e quello che l’istinto mi portava a cercare. La difficoltà era fare sì che il sentimento camminasse con la ragione, e questo ha voluto dire vivere il dramma di questa battaglia fra una ragione che capiva che Cristo era tutto, e una carne che mi riportava indietro.

 

Ma lei perché accettò di andare in Paraguay?

 

Non lo ho fatto certo per Cristo, e neppure per costruire l’opera che poi di fatto è nata, ma per non perdere l’oggetto che il mio cuore desiderava e amava. Era una persona in carne e ossa, una donna. Ed era necessario soffrire perché la verità era amare quella donna per il suo destino. Se vi capiterà la stessa cosa, saprete che cosa vuol dire. Qualunque sia la vostra vocazione, se volete salvare il vostro amore dovete perderlo.

 

Perché spesso si cerca di evitare la certezza di cui parla il titolo del Meeting?

 

Perché senti che corrisponde al tuo cuore e richiede un cambiamento di prospettiva. La tua libertà è come ferita e devi o rifiutare la certezza e cadere nel nulla, o accoglierla e ritrovare la vita. C’è un’immagine che mi colpisce sempre: Zaccheo si era messo su un albero in mezzo alle foglie perché da una parte era incuriosito da Gesù, ma dall’altra voleva anche difendere il suo progetto. E così voleva vedere il Messia senza essere visto da lui. Gesù invece lo vede e gli dice: “Zaccheo, stasera vengo a cenare da te”. E lì la resistenza che lui aveva crolla. Quando uno ama una donna, è sempre una lotta tra la verità del cuore e l’istinto dii censurarla. Tu sai che mettendoti in quella situazione commetti un errore, ma fai finta di niente. Per questo gli amanti scelgono di rifugiarsi nelle tenebre: non vogliono essere visti perché sanno che quello che cercano non è quello che il loro cuore desidera. Tutti noi siamo in questa lotta: la verità ti affascina, ma esige uno strappo che la tua libertà deve accettare.

 

(Pietro Vernizzi)



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