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IL CASO/ L’eutanasia in diretta che uccide anche le nostre coscienze

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L’eutanasia di per sé, specie se esplicitamente richiesta, fa poco notizia oramai: da tempo è lecita in diversi paesi, a cominciare dalla vicina Svizzera, e procedure eutanasiche più o meno surrettizie si stanno diffondendo anche mediante i cosiddetti “testamenti biologici”, quando consentono la sospensione di idratazione e alimentazione e se le volontà espresse sono considerate vincolanti.

È anche possibile che a molti la vicenda sia parsa “troppo grossa”, l’ennesima esagerazione mediatica, e proprio per questo neppure meritevole di attenzione. Ma il fatto che la rete sia di tutti non autorizza tutti a usarla per farci di tutto. Comprare e far circolare immagini di morte per sensazionalismo è intollerabile, e d’altra parte non tutti gli “scherzi” sono opportuni.

Che si faccia l’abitudine al diffondersi di pratiche eutanasiche, quasi fossero trattamenti di cura estremi ma comunque leciti, è inaccettabile. Che si possa anche solo pensare di farne un mercato, è spaventoso. Specie in momenti come questi, in cui tanti invocano trasparenza e correttezza dei comportamenti, sarebbe utile che il magnate Alki David, proprietario del sito in questione, rendesse almeno pubblica la verità, dicendo a chiare lettere se è stata messa in onda una messa in scena oppure no: tutti noi, cittadini e utenti della rete, abbiamo diritto a sapere la verità. E sui motivi per i quali tutto questo sia successo, sarà bene riflettere ancora.

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COMMENTI
03/08/2011 - Non è una novità, cambia il modo. (claudia mazzola)

La notizia mi ha fatto rabbrividire, torna alla mente quando c'era la ghigliottina e l'impiccagione (si fa ancora),la pena di morte(pure) e la gente assisteva. C'è gusto veder uccidere? Io provo la cosa più buona del mondo quando tutto nasce e rinasce, che sia di un altro pianeta?