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GIOVANI E ALCOL/ L’esperto: il “binge drinking” fa danni al cuore. Ma molti di più al cervello

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E’ necessario, in ogni caso, fare alcune distinzioni. «Le tabelle presenti nei pub o nei bar sono esplicative ma, in genere, non vengono lette. La quantità di alcol assumibile senza correre rischi varia a seconda di diversi fattori: il peso, il sesso, e il fatto di essere a stomaco vuoto o a stomaco pieno».  Anche la modalità con la quale si beve può influire sull’insorgenza di rischi. «Siamo in grado di metabolizzare 12  grammi di alcol in minimo due ore, massimo tre. Il nostro fegato, infatti, ha la capacità di distruggere 6 grammi l’ora. La dose eccedente circola liberamente e immodificata per il nostro organismo, perché questo viene bypassato». Tornando ai giovani, i danni al sistema cardiovascolare possono esserci, certo; «ma il binge drinking ci preoccupa molto di più per i danni che può provocare  al cervello dei ragazzi. Le risonanze magnetiche, infatti, hanno dimostrato che se i ragazzi si ubriacano almeno una volta alla settimana, dopo solo 2 o 3 mesi l’ippocampo, la zona del cervello che serve per orientarsi e memorizzare, riduce significativamente il proprio volume, con una conseguente perdita di neuroni». Tale perdita, purtroppo, è permanente. «Il cervello non è in grado di ricreare queste cellule specializzate. Tra l’altro, nei ragazzi, avviene un fenomeno molto particolare, chiamato “pruning”: il loro cervello è in via di evoluzione, si completa attorno ai vent’anni. Normalmente, quindi, in questa fase, alcuni sinapsi, i collegamenti tra i neuroni, vengono distrutte per dare all’organo la possibilità di evolversi verso la fase adulta. Se vado a introdurre una sostanza che altera questo meccanismo, impedendo alle cellule di essere sostituite durante questa evoluzione, creo un danno enorme». 



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