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Cronaca

MEETING/ Sardo (L’Unità): Cl è cambiata. In meglio

Claudio Sardo (Imageconomica)Claudio Sardo (Imageconomica)

C’è ancora un atteggiamento che chiamerei difensivo. Ad esempio il tema della sussidiarietà è stato rilanciato proprio da Cl, è una sua battaglia culturale che oggi è divenuta patrimonio di una cultura abbastanza condivisa. Il limite a mio avviso sta nel fatto che Cl dovrebbe non solo ribadire lo spazio di autonomia che spetta al corpo sociale e alle sue iniziative, ma concorrere a ridefinire positivamente un’idea di pubblico che integri Stato, realtà profit e non profit.

Non sono mancate critiche severe: Vittadini ha detto che l’Italia rischia di diventare un «paese per vecchi». La scuola chiude l’accesso ai giovani, manca una tassazione selettiva, non ci sono più partiti veri, con un radicamento popolare.

Sulla questione dei partiti sono interamente d’accordo: senza partiti popolari, cioè partecipati, non ci può essere democrazia. La destrutturazione del sistema politico e la campagna antipolitica sono l’altra faccia della medaglia della vittoria liberista e individualista che ha dominato la secolarizzazione dell’occidente.

E sui giovani?

I giovani sono assolutamente la priorità: bisogna tornare ad investire nella scuola e nella conoscenza. Non è pensabile che la manovra sia incentrata soltanto sui tagli. A patto che investire sui giovani non voglia dire aumentare la flessibilità del mercato del lavoro in uscita, come mi pare si stia tentando di fare da più parti.

Al Meeting dialogano tutti, credenti e non credenti, cattolici, musulmani, ebrei. Qual è secondo lei oggi la sfida del dialogo?

Per i non credenti è accettare che la fede sia per i credenti una fonte di conoscenza. Non è facile per chi ha una impostazione razionalistica. Per i credenti, essere così aperti da cogliere l’impronta di Dio anche in chi non ha la fede.

Cosa augura al Meeting e a Cl?

Di investire ancora di più sulla costruzione della comunità nazionale. Nella stagione del dopo Berlusconi che si sta preparando, c’è il rischio che verso la politica domini una logica di scambio. È un pericolo che auguro a Cl di evitare.

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
04/09/2011 - Un osservatore attento al quale chiedere di più (Giuseppe Crippa)

Sono tornato a rileggere questa interessante intervista a Claudio Sardo, direttore dell'Unità, dopo aver ascoltato stamani Sardo in un dibattito su La 7 nel quale Giuliano Cazzola, altro consueto ospite del giornale, gli rendeva il merito di eseguire analisi corrette e proporre indicazioni soluzioni produttive. In effetti Sardo si è rivelato un osservatore del Meeting attento e scevro di preconcetti, al quale direi però di non limitarsi a constatare che i cambiamenti di CL ne mostrano la vitalità (osservazione tutto sommato banale) ma di andare ad osservare più da vicino le opere che le persone che vivono il Movimento mettono in campo in ogni ambito in modo da porre in relazione la vitalità di queste opere (caritative, culturali, sociali, economiche) con la fede di chi le promuove e le realizza nella fatica di ogni giorno. Per quanto mi riguarda, faccio mio il suo invito a cogliere “l'impronta di Dio anche in chi non ha fede”.