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MEETING/ Sardo (L’Unità): Cl è cambiata. In meglio

Pubblicazione:martedì 30 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 30 agosto 2011, 13.23

Claudio Sardo (Imageconomica) Claudio Sardo (Imageconomica)

«Ad anni di distanza posso dire che il movimento è cambiato, e credo che questo sia il miglior complimento che si possa fare a Cl, perché è la prova che il suo corpo è vivo». Claudio Sardo, neo direttore de L’Unità, ha dialogato con ilsussidiario.net del Meeting di Rimini appena concluso.

Direttore, si è concluso sabato il Meeting di Rimini. Che cosa dice dell’edizione di quest’anno?

Al di là dei singoli appuntamenti, la grande lezione del Meeting è vedere in azione delle persone «vive» che fanno comunità. L’ideologia mercatista degli ultimi trent’anni ci ha abituati a pensare che ormai il mondo è fatto di soggetti sempre più isolati. Proprio per questo penso che qualunque persona di sinistra priva di preconcetti non possa che guardare con simpatia al Meeting di Cl. Vale anche per me.

Cosa pensa del discorso che il presidente Napolitano ha rivolto alla platea del Meeting e non solo?

Da osservatore esterno credo che sia stato di gran lunga l’evento politico più significativo di questo Meeting. Napolitano si pone continuamente  il problema della tenuta del tessuto solidale e coesivo della nazione. Altre volte ha usato espressioni simili in Parlamento riferendosi al ruolo dei cattolici e della chiesa italiana. La dimensione spirituale, l’apporto del sentimento religioso, è fondamentale per la stessa unità nazionale.

Lei ha seguito, da cronista, molte edizioni del Meeting. Negli ultimi anni la politica pare avere fatto un passo indietro: c’è ma non riempie la scena. Qual è la sua impressione?

Penso che come tutti i corpi vivi della società, il «popolo del Meeting», e la stessa Cl - che ne è l’anima ispiratrice - abbiano avuto negli anni una loro fase di crescita. C’è stata una trasformazione soggettiva, innegabile, del movimento. Il nostro collega dell’Unità (Onide Donati, Cl e la sua Compagnia navigano già nel dopo Berlusconi, 27 agosto, ndr) si è posto esattamente questo problema: quanto è cambiata Cl? Nel suo pezzo c’erano anche delle critiche, ma credo che questo sia il miglior complimento che si possa fare a Cl: ad anni di distanza uno trova che il movimento è cambiato.

Perché il «miglior complimento»?

Perché è la prova che il «corpo» è vivo. Io trovo che oggi Cl abbia verso la società e la Chiesa una visione più matura. Prima stava nella Chiesa e nella società come una monade in conflitto contro tutti i nemici esterni. Poi è cresciuta ed ha conosciuto una maggiore articolazione. Nella Chiesa ha assunto ruoli importanti, anche perché molte vocazioni sono nate proprio dentro Cl; la Chiesa stessa, da parte sua, ha dato ai movimenti un ruolo più centrale. Ora Cl mi sembra più «dentro» la società rispetto a prima. È una trasformazione che a mio modo di vedere non cancella però altri limiti.

Quali sono secondo lei?


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COMMENTI
04/09/2011 - Un osservatore attento al quale chiedere di più (Giuseppe Crippa)

Sono tornato a rileggere questa interessante intervista a Claudio Sardo, direttore dell'Unità, dopo aver ascoltato stamani Sardo in un dibattito su La 7 nel quale Giuliano Cazzola, altro consueto ospite del giornale, gli rendeva il merito di eseguire analisi corrette e proporre indicazioni soluzioni produttive. In effetti Sardo si è rivelato un osservatore del Meeting attento e scevro di preconcetti, al quale direi però di non limitarsi a constatare che i cambiamenti di CL ne mostrano la vitalità (osservazione tutto sommato banale) ma di andare ad osservare più da vicino le opere che le persone che vivono il Movimento mettono in campo in ogni ambito in modo da porre in relazione la vitalità di queste opere (caritative, culturali, sociali, economiche) con la fede di chi le promuove e le realizza nella fatica di ogni giorno. Per quanto mi riguarda, faccio mio il suo invito a cogliere “l'impronta di Dio anche in chi non ha fede”.