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DIETA/ Perdere peso con il pomodoro e il cicorino senza rinunciare al gusto

Pubblicazione:mercoledì 31 agosto 2011

L'importanza del pomodoro L'importanza del pomodoro

Anch'io ho perso sette chili. E senza tisane e centrifugati strani, cosa che dà l'idea infingarda di un modello nuovo da seguire. In verità il problema non è dimagrire, bensì mantenersi nel tempo. E questo vale per la salute di una persona come per quella di un Paese (oggi in ostaggio di una trattativa che i giornali, per definirla, sono andati a sfruculiare nel lessico dell'enogastronomia politica: Il “patto dei rigatoni” (La Stampa) e la “manovra delle Bollicine” (Repubblica). Come ho fatto a perdere sette chili ? Con la moderazione, seguendo i prodotti di stagione e, anche, in verità, dissociando i carboidrati (a mezzodì) dalle proteine. Non ho dovuto eliminare totalmente il vino e il pane, come taluni sostenevano, non ho dovuto rinunciare al mio mestiere, che è quello di assaggiare. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è che il risultato, unito a un sano movimento tiene, per la prima volta tiene. Ora, il tema delle diete è all'ordine del giorno dei quotidiani e dei settimanali appena dopo le vacanze. E i consigli si sprecano, senza considerare mai il gusto. La dieta allora diventa una cosa innaturale, anche quella berlusconiana, che elimina il piacere, mentre la dieta vera è una tensione al gusto, anziché un sacrificio a priori come si è soliti pensare. Tuttavia, anche per uno che per mestiere mangia la principale difficoltà, sembra assurdo, è trovare un pomodoro o un frutto di stagione al ristorante o al bar. A Rimini ho girato per una via intera senza trovare ciò che desideravo e solo una volta tornato a casa mia ho trovato i fichi del mio giardino e i pomodori dell'infanzia, quei “cuore di bue” da irrorare con un olio extravergine di oliva, un poco di basilico e un tocco di sale. Nei ristoranti è difficile che te li servano (e la fattura di acquisto ?) così come difficile è avere un'insalata di cicorino tritata fine che risulta assai più buona dell'invadente rucola. Il cicorino, poi, si sublima con un buon aceto di vino rosso (a proposito di aceto, è uscita anche la notizia che quello di mele sarebbe un elisir di lunga vita). Sul mio libro per la famiglia “Adesso, 366 giorni da vivere con gusto”, leggo che in una città degli Stati Uniti c’è il monumento a un certo Michele Felice Corne: il primo americano che osò mangiare un pomodoro sfidando la convinzione che fosse velenoso! “In effetti - scrive la brava Paola Gula - anche in Europa questo frutto giunto dal Perù, piccolo, di colore giallo (“pomo d’oro”) e molto acido, fu accolto con grande diffidenza e considerato solo ornamentale. Nel 1600, quando era già diventato rosso, qualche coraggioso del sud Italia lo assaggiò in insalata. 


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