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Cronaca

IL CASO/ Così la famiglia italiana rovina il "compleanno" alla pillola abortiva

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Ma non è la contraccezione a far diminuire gli aborti. Come ricordato sopra, la pillola contraccettiva è poco usata, al contrario di quanto succede nei paesi occidentali che solitamente confrontiamo con il nostro, dove è elevato pure il tasso degli aborti, che non calano neanche con la cosiddetta contraccezione di emergenza, quella “pillola del giorno dopo” che può avere effetti contraccettivi ma pure abortivi - potrebbe impedire all’embrione di annidarsi in utero - ma mai verificabili, e quindi non quantificabili. In paesi come Francia, Gran Bretagna e Svezia questo prodotto si può acquistare in farmacia senza ricetta medica (in Italia obbligatoria): finora però la sua diffusione massiccia, soprattutto fra le minorenni, di molto superiore a quella italiana, è andata di pari passo con la crescita degli aborti ufficiali, in particolare tra le più giovani.

Riassumendo: in Italia “pochi” aborti, scarsa contraccezione chimica e, come noto, bassa natalità. Com’è possibile? Bisogna ripensare i criteri - vecchi - con cui solitamente tutto questo si giudica. A cominciare con il riconoscere che nel nostro paese c’è una  “anomalia” - non nuova, in verità - che nonostante tutto, ancora regge: la famiglia, quella naturale basata sul matrimonio fra un uomo e una donna, tutelata dalla nostra Costituzione. Una trama di affetti in cui riponiamo fiducia, e che riesce a proteggere i suoi membri più fragili: in una famiglia che c’è, nell’esperienza quotidiana di un rapporto forte con il proprio coniuge, è più facile accogliere un figlio (o un nipote) “inaspettato”, piuttosto che considerarlo un ostacolo insuperabile.

Non sappiamo dire se veramente la pillola anticoncezionale allunga la vita. Ma sarebbe interessante se studiosi ed esperti cominciassero a riflettere seriamente su questa peculiarità italiana.

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