BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Italiano arrestato in Svezia dopo uno schiaffo al figlio. Meluzzi: è da stato totalitario

Pubblicazione:mercoledì 31 agosto 2011

Immagine d'archivio (Fotolia) Immagine d'archivio (Fotolia)

Una decisione, quella delle autorità svedesi, che senza dubbio appare esagerata, ma chiediamo al professor Meluzzi cosa pensa dei genitori che adottano ancora punizioni corporali per educare i propri figli: «Questa di Colasante si può considerare una sorta di intemperanza e di reazione basata sulla comunicazione fisica, certo violenta, ma la punizione corporale è tutt’altra cosa, come le sculacciate, lo scudiscio o i colpi inferti con la riga che davano un tempo gli insegnanti. Questa del consigliere è secondo me una forma di comunicazione non verbale forse impropria, inadeguata, legata ad una mancanza di controllo, ma certo non una punizione corporale, tanto che è anche avvenuta in pubblico durante una situazione di conflitto facilmente risolvibile e che non avrebbe avuto nessun esito, se non fosse stato per l’intrusività totalitaria dello Stato in una faccenda del tutto privata». Il professor Meluzzi continua poi a spiegarci che “il processo educativo è una cosa che si costruisce giorno per giorno all’interno di ogni rapporto, di ogni famiglia e in modo diverso con ogni figlio, perché ogni ragazzo ha una personalità e una sensibilità diversa. Si tratta quindi di un percorso individuale e personalizzato, è quello che Don Giussani chiamava “l’evento educativo”: è una sfida, e come tale non può essere standardizzato neppure all’interno della stessa famiglia, per cui figuriamoci se può essere affidato ad una linea guida statuale”.    

 

(a cura di Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
01/09/2011 - MENA E USA (Antonio Servadio)

la vicenda è un delirio squisitamente statalistico, anche se non mi stupisce affatto. Tale stile è ben consolidato negli USA, e da moltissimi anni - nulla di nuovo quindi. Se uno intravvede che nella casa dei vicini il papi somministra un ceffone al ragazzino, ecco, questo basta per chiamare la polizia, che arriva e ti preleva l'incauto genitore. Trovo fuorviante il modo in cui la notizia è stata presentata sui media del polveroso Stivale: sembra che qui non si sappia cosa succede in tanti altri paesi del mondo. C'è un'ignoranza e una responsabilità dei giornalisti, che dovrebbero inquadrare le notizie in una cornice meno paesana. Ma ecco la vera sorpresa. Ci indignamo per usi e costumi di vari immigrati dai "MENA countries" che coercizzano e puniscono le figlie in modo estremo. Nondimeno, con la notiziola qua sopra ci scandalizziamo per stili giuridici che sono estremi sul versante opposto, nel senso culturale e geografico del termine. Forse qua nello Stivalaccio siamo combinati meno peggio di quel che ci pareva. Cerchiamo di non farci prendere dalla smania di imitare sempre gli altri. In medio stat virtus.