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Cronaca

INCHIESTA/ Quei soldi “invisibili” che stanno rovinando le famiglie italiane

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Che vergogna: siamo gli unici, in Europa, a mostrare una percentuale a due cifre. Peggio di Paesi cosiddetti “deboli” come Spagna (8,4%) e Portogallo (7,8%). E non è questione di possibilità: mentre in Inghilterra quasi la metà delle famiglie che non riescono a ripagare il proprio debito è classificata come “povera”, in Italia quelle che davvero non possono permettersi di pagare le rate sono meno del 30%. Le altre, pur potendoselo permettere, semplicemente non pagano.

Il problema è la crisi, senz’altro, ma non solo. Si tratta anche di una questione culturale: le famiglie italiane, ce lo ripetono sempre tutti, sono le meno indebitate del Vecchio Continente: secondo uno studio della Cgia di Mestre, ogni famiglia italiana ha un debito medio pari a 24.512 euro (secondo Confartigianato, ogni famiglia italiana è esposta invece per 18.712 euro, ma la differenza non è così importante), contro i 37.094 della Germania, i 37.858 della Francia, i 54.640 della Spagna e i 67.588 del Regno Unito.

Per i sostenitori del Prodotto interno lordo come indicatore di benessere di un Paese, si tratta del 39,3% del Pil italiano, molto meno del 50,7% della Francia, del 61% tedesco dell’83,5% spagnolo e ad anni luce dall’eclatante livello di indebitamento privato delle famiglie inglesi, che addirittura supera di un decimo di punto percentuale il Pil. Resta da vedere, rapportato al reale benessere - o malessere - del Paese, cosa figuri nel Pil di un Paese e cosa no (ogni riferimento all’economia sommersa è puramente casuale e non voluto).

A riprova del fatto che il debito non è il nostro mestiere, c’è un altro dato contenuto nello studio dei ricercatori di Bankitalia: solo il 14,8% delle famiglie italiane ricorre al credito al consumo, contro il 46,1% degli inglesi (ma questo lo immaginavamo), il 45,9% dei finlandesi, il 44,4% degli irlandesi. Meno propensi all’indebitamento degli italiani ci sono solo gli olandesi (14,5%).

C’è da sottolineare il segno dei tempi che cambiano, nonostante ci si accanisca a non volerlo vedere. La somministrazione forzata di una sorta di elisir di eterna giovinezza al consumismo degli anni Ottanta ha fatto diventare il business della vendita una cosa a tre: accanto al consumatore e al venditore è comparso il finanziatore. E non si tratta di un terzo incomodo, tutti hanno, come si dice, “la loro bella convenienza”: il compratore, che non ha la disponibilità economica immediata per l’acquisto del bene, il venditore, che incrementa il proprio volume d’affari, e, dulcis in fundo, il finanziatore, che incrementa il proprio capitale senza dover affrontare rischi e problemi logistici della vendita.


COMMENTI
04/08/2011 - Dal libro dei proverbi. (claudia mazzola)

Mi hanno detto che chi ha i debiti non muore mai, quindi lunga vita agli italiani ed a me!