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Cronaca

IL CASO/ Lampedusa, tra barconi e yacht va in scena una nuova lotta di classe

I sacchi contenenti i cadaveri degli immigrati morti asfissiati (Foto Ansa)I sacchi contenenti i cadaveri degli immigrati morti asfissiati (Foto Ansa)

Siamo dunque di fronte a una stretta epocale, perché da tutti i lati appare evidente che ciò che abbiamo davanti è il fallimento del modello produttivo occidentale, fallimento che coinvolge oramai anche gli aspetti esistenziali della vita individuale e collettiva. Il fatto storico della tragedia dei morti asfissiati nella stiva perché non riescono ad avere accesso nemmeno a un bene comune come l’aria, è una metafora della condizione in cui si trova la maggior parte delle popolazioni di questo pianeta. Ciò che colpisce è, come ha sottolineato Vanden Heuvel Katrina, che né la destra, né la sinistra sembrano capaci di ascoltare le voci che vengono dal mondo reale delle ragazze e dei ragazzi, dei protagonisti delle primavere africane, dei tumulti metropolitani, e dalle grida di sconforto che tanti fatti di morte e di violenza testimoniano.

Quanti giovani suicidi nelle ricche zone dell’Europa civilizzata, quanti bambini abbandonati nei cassonetti e, perché no, quanti aborti provocati dalla miseria e dall’insostenibilità di una vita senza prospettive? Una gran parte del pianeta rischia di essere asfissiata da terroristi fiscali assolutamente indifferenti all’esistenza delle persone che abitano le lande della nostra terra.

Non sono mai stato un sostenitore della schematica teoria della lotta di classe tra operai e capitale, ed è fuori discussione che essa non regge di fronte ai paradigmi della nuova società informatizzata, ma non c’è dubbio che siamo in presenza di una nuova lotta di classe fra chi difende privilegi e ricchezze, e chi non ha più nulla da sperare in un progresso sociale sempre promesso e mai realizzato.

Una nuova lotta di classe che taglia trasversalmente gli schemi tradizionali e che dovrebbe portare a una riclassificazione dei conflitti per renderli intelligibili e gestibili senza gli esiti catastrofici che possono derivare da ogni forma di violenza. Ma, come dice ancora Vanden Heuvel Katrina, la protesta si organizzerà dovunque spontaneamente, e non sarà tanto l’antipolitica a stimolare le nuove mobilitazioni, ma la disperazione profonda di chi non riesce più a dare senso alla propria esistenza, di chi non può cercare un compagno o una compagna con cui avere figli da affidare al futuro dell’umanità.

La nuova lotta di classe tocca profondamente il cuore delle nuove generazioni. Sono i giovani le vittime sacrificali su cui il vecchio mondo sta immolando tutto ciò che gli resta per ingraziarsi le divinità delle potenze monetarie. Sono i giovani la vera risorsa che può cambiare il corso degli eventi mettendo in causa l’energia nuova che nasce dalla spontanea attitudine alla creazione di nuove forme di vita, di convivenza e di lavoro.


COMMENTI
08/08/2011 - L'abisso del capitalismo e la nostra impotenza (Salvatore Ragonesi)

Mi fa tanta tristezza leggere le considerazioni di Pietro Barcellona sulle dimensioni sempre più ridotte del mondo attuale dentro il quale aumentano drammaticamente le iniquità e le disuguaglianze sociali.Il capitalismo è anche questo spalancarsi di nuovi abissi sconosciuti ed imprevedibili,un nuovo aprirsi di conflitti,cui non eravamo davvero abituati.Per questa imprevedibilità,forse,in questi anni i tentativi di tutti coloro che hanno occupato e occupano posti di responsabilità politica,"promettendo di cambiare il corso fatale dell'economia",non sono riusciti e non riescono.Purtroppo sono pure falliti miseramente i tentativi marxiani di cambiare il mondo e oggi assistiamo impotenti ai drammi descritti dall'intellettuale ex-comunista che non si stanca di enumerarli nella loro dislocazione geografica,da Oriente ad Occidente.E Lampedusa diventa il simbolo più efficace dell'unità del mondo e delle sue peggiori manifestazioni d'iniquità.Ma i giovani che si drogano meriterebbero,secondo me,un altro ordine di ragionamenti.Non ci sto a considerarli semplice frutto delle attuali perversioni del mondo capitalistico.