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IL CASO/ Quei padri “a metà” che si nascondono tra i nuovi poveri

La situazione dei padri separati (Fotolia) La situazione dei padri separati (Fotolia)

Per le madri gli aiuti economici non mancano, a partire, per esempio, dalla possibilità di accedere al Fondo di sostegno affitti della Regione Lombardia, rinnovato proprio in questi giorni per 40,8 milioni di euro (più gli stanziamenti dei singoli comuni). Poi ci sono i piani di zona, il supporto educativo, l’accompagnamento e la presa in carico dei servizi sociali, il mutuo aiuto, la tutela della maternità del fondo NasKo della Regione Lombardia, che assegna alle madri che ne fanno richiesta 2.500 euro per seguire un progetto personalizzato.

Ma per i padri? Beh, per loro la situazione è decisamente critica. Non sono considerati “famiglie”, ma single. Non hanno figli in affido, ma solo obblighi. E con uno stipendio che rimane il medesimo di prima della separazione, si trovano a dover abbandonare casa e cercarsene una propria, con i costi che comporta. Nel 56% dei casi (riferito sempre alla Lombardia) il padre deve dare dei contributi economici all’ex moglie che o non lavora o non guadagna abbastanza. Gli alimenti per i figli, ovviamente, non rientrano nel computo: sono spese che, presumibilimente, c’erano anche prima della separazione. “Senza contare - dice Blangiardo - i problemi relazionali coi figli che vivono con l’ex coniuge, la quale peraltro in genere riesce a mantenere condizioni di vita dignitose”.

Oltre il danno di non vedere i figli che una volta alla settimana, la beffa di trovarsi catapultati in una situazione in cui l’indubbia ritrovata “libertà” di relazione va a braccetto con l’impossibilità di arrivare a fine mese senza provvidenze esterne, a meno di tornare, se la situazione e l’età lo consentono, a vivere coi genitori.

Così la Commissione Sanità e Assistenza della Regione Lombardia sta esaminando proprio in questi giorni un progetto di legge, “Norme e misure di sostegno ai coniugi e ai genitori separati e divorziati in situazione di difficoltà”, presentato a fine marzo dal Pd per stanziare in bilancio 2.500.000 euro (questi solo per il 2011, poi si vedrà) per interventi a favore di coniugi o genitori separati in situazione di grave difficoltà nei primi tre anni successivi alla dichiarazione di separazione legale o di sentenza di divorzio.

Citando il rapporto dell’Osservatorio Minori della Regione Lombardia, il testo del progetto di legge evidenzia il fatto che in Lombardia ben il 41% delle famiglie di separati con figli minorenni (contro il 21% delle altre famiglie), nel corso del 2008, ha avuto difficoltà in almeno una di queste voci di spesa: alimentazione, abbigliamento, salute, istruzione, pagamento delle tasse.