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MELANIA REA/ Spuntano le immagini delle svastiche incise sul cadavere

Melania Rea Melania Rea

LE PRIME INDISCREZIONI - Secondo il Messaggero, il corpo presentava evidenti segni di percosse e due siringhe conficcate con un laccio emostatico, mentre il volto era del tutto irriconoscibile. Inoltre, fin da subito si era parlato del fatto che chi ha ucciso Melania Rea le ha disegnato una svastica sulla coscia incidendolo nella carne. Tutti particolari citati anche da Panorama, che però puntava decisamente sull’ipotesi del depistaggio. Il settimanale scriveva infatti che di segni aggiunti ad arte, anche se in modo piuttosto disorganizzato, per depistare le indagini. Citando gli investigatori secondo i quali si tratterebbe di una «messa in scena di un dilettante».

 

IL PARERE DI MELUZZI - Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, intervistato da “Ilsussidiario.net”, è convinto del fatto che «i segni possono avere un duplice significato, ma quello che è certo è che difficilmente sono casuali». L’esperto ricorda «la polemica sui segni sul corpo di Yara, che ritracciavano delle immagini di forte significato simbolico, alcune delle quali addirittura riconducibili a delle rune. Come avevo mostrato, si trattava di immagini esoteriche di un culto nordico con radici antiche o, più semplicemente, legate a qualche setta satanica». Nel caso di Melania Rea potrebbero esserci delle analogie con questo precedente, ma potrebbe anche trattarsi di un tentativo di depistaggio, «cercando di far passare come un omicidio con forti significati simbolici quella che è invece un’eliminazione preordinata. Io però sarei aperto a entrambe le possibilità». Certamente se si trattava di un depistaggio, aggiunge Meluzzi, è stato preparato in modo molto ingenuo, perché «nessuno può pensare che l’idea di un laccio emostatico e della siringa infilata sotto il seno potesse in qualche modo fare pensare al mondo della tossicodipendenza. Infatti il laccio emostatico raramente fa parte dell’armamentario dei drogati: piuttosto, fa pensare a qualcuno che ha accesso a del materiale sanitario». Al contrario della siringa da insulina, che invece è usata spesso da chi ha dipendenze dalla droga.